Saviano su Siani

September 15th, 2011

“Giancarlo Siani fu ucciso a ventisei anni, in una serata ancora estiva di settembre, mentre tornava a casa pieno di vita con la sua Méhari da una giornata allegra. La sua giovane biografia, la foto di quel corpo smilzo e occhialuto piegato dai colpi di pistola mostrano quanto fragile fosse quel ragazzo le cui vere parole avevano fatto tremare i capi di potentissime organizzazioni. E’ proprio in nome della infinita forza della denuncia unita a una terribile fragilità della persona che bisognerà rintracciare le coordinate per far rinascere un nuovo giornalismo d’inchiesta diffuso ed efficace al punto da non costringere a un’eroica e solitaria battaglia i pochi e inascoltati inviati di provincia”.

da Roberto Saviano, La bellezza e l’inferno

Arte viva

August 28th, 2011

Una bellissima esperienza per me la conduzione, mercoledì scorso, dello spettacolo che ha concluso “Arte viva”, prima edizione di un’interessante mostra allestita nel chiostro comunale di San Lucido con il supporto della galleria “Le muse” di Cosenza e promossa dall’associazione “Le muse arte” presieduta da Myriam Peluso, in collaborazione con il Comune e con le associazioni “Noi per San Lucido” rappresentata da Carmelinda e Francesco Vommaro e “Onda d’urto” guidata da Ruggero Calvano.

E’ stata una serata interamente dedicata all’arte, alla cultura, alla musica e alla poesia, per chiudere in bellezza la decade di giorni d’esposizione. Una folta platea ha assistito ad uno spettacolo improntato sull’arte in tutte le sue sfaccettature e sull’amore per la cittadina sanlucidana, celebrata in vari modi. Attraverso il canto, per esempio, con Federica Siciliani, Gavino Piredda e Martina Terzo; oppure attraverso la poesia con la recitazione del componimento ‘A siccia del compianto poeta Virgilio Bruno da parte di Alfonso Sammarco; o ancora tramite la rievocazione del “Lucival”, manifestazione che conquistò la ribalta nazionale negli anni Cinquanta di cui fu promotore, fra gli altri, il professore Dalmazio Chiappetta, ricordato dalla figlia Floriana; o infine tramite il racconto da parte di Lia Esposito della storia di Cilla, donna sanlucidana che nella leggenda morì per salvare il figlio.

A contorno le opere degli artisti di provenienza anche internazionale che il pubblico di San Lucido ha potuto ammirare per dieci giorni, scoprendo in alcuni casi talenti locali finora sconosciuti come Egidio Filippo, Daniela Mascaro e Mario Mendicino. Tra gli espositori Clovis Aquino, Franco Azzinari, Stellario Baccellieri, Vidal Bedoya, Lorenzo Maria Bottari, Agostino Cancogni, Rossella Curato, Athos Faccincani, Ezio Farinelli, Joe Fazio, Francesco Ferro, Tonina Garofalo, Pierina Laganà, Mimmo Legato, Giuseppe Magdalone, Romeo Mesisca, Olga Minardo, Domenico Monteforte, Aldo Riso, Mario Soave, Gianni Testa, Silvio Vigliaturo. Molti di loro sono stati selezionati per la Biennale di Venezia, altri si sono già distinti in quella di Reggio Calabria.

Qui qualche foto della serata:

Monti di terra, monti di luce

May 9th, 2011

Ombre mistiche

May 9th, 2011

Ombre mistiche

Effetti (editoriali) della morte di Osama

May 3rd, 2011

Me ne stavo in fila alla cassa del negozio, aspettando di alleggerirmi il portafogli, quando lo sguardo è caduto come sempre sulla serie delle proposte d’acquisto dell’ultimo minuto, quelle da allegare al carrello come un’aggiunta inutile, in genere al costo di pochi euro. Sugli scaffali lampadine, ricariche telefoniche, doppieprese. E pure lui: Osama bin Laden. La sua faccia fissata per sempre su un libro in bella mostra. In offerta. Pochi spiccioli e te lo porti a casa al posto del resto. La cronaca ha i suoi effetti. Anche sulla tasca.

Copywriting, prove di un amore

April 18th, 2011

Il copywriting per me è un amore sbocciato da poco, eppure ho già avuto modo di metterlo alla prova.
Testi e headline di questo video sono opera mia.
Le riprese ed il montaggio sono di Nicola Muscatiello.

Pacillo Casa Store. Tutto il meglio per la casa, tutto insieme.

Pacillo Casa Store from Nicola Muscatiello on Vimeo.

Io ti ricordo così

April 5th, 2011

Ho cinquantacinque anni, una moglie eterna ragazza, un cane femmina dal nome turandottiano di Liù. Nella sua autobiografia, Ralf Dahrendorf confessa che si guarda allo specchio e si vede sempre come un adulto di ventisette anni. Io mi guardo meno che posso, cercando di non smentire la sensazione di essere ancora un ventenne. Sarà per il perdurare psicologico dell’età irresponsabile che queste pagine sono state scritte con un certo gusto, un po’ di divertimento. Avevo cominciato, per la verità, con l’intenzione di andarci pesante. Mi sono accorto però che via via che passa il tempo, nonostante i miei vent’anni virtuali, divento più insofferente verso le opere ma assai più tollerante verso gli autori. La mia fiducia nel genere umano e nell’intelligenza collettiva e individuale del piccolo paese in cui abitiamo mi induce alla speranza che i personaggi verosimili o falsificati di cui ho parlato nelle pagine precedenti non si sentano offesi dal modo in cui li ho trattati. Sarebbe inutile.
Come ho cercato di dire, è soltanto un cabaret.

Edmondo Berselli, Venerati maestri

The winner is… l’idea

April 5th, 2011

Se c’è un fattore che può determinare una vittoria elettorale, quello è il metodo comunicativo. Lo stile di comunicazione scelto da una candidato – qualunque sia il ruolo per il quale corre – può deciderne le sorti: un comizio trascinante o deludente, una battuta brillante o inconcludente, un manifesto sorprendente o anonimo è in grado di instradare la campagna elettorale in una direzione (vincente) o nell’altra (perdente).

Durante l’ultima campagna per le elezioni regionali mi sono divertita a radiografare i manifesti dei candidati, per alcuni aspetti del tutto apprezzabili, per altri meno. In ogni caso la materia su cui basarsi c’era; alcuni esempi di pubblicità innovativa, che tentavano di distaccarsi dai canoni classici, spuntavano qua e là.

Questa volta invece, dando un’occhiata rapida ai manifesti dei candidati a sindaco per il mio capoluogo di provincia – Cosenza – non ho notato nulla che sia davvero degno di nota, a causa di una certa piattezza stilistica: i 6 per 3 sembrano identici fra loro. Tutti rispettano rigorosamente la struttura “foto + simbolo + slogan”, senza che nessuno di questi elementi si distingua per doti particolari.

Per fortuna a soccorrere gli animi annoiati da tanta monotonia pensa l’esperimento del candidato Paolo Spadafora, che s’è inventato un modo originale per attirare l’attenzione senza trascurare il messaggio. Lo strumento utilizzato è Facebook.

La “mission” elettorale di lavorare per una città più pulita si concretizza nell’immagine di un detersivo che non si chiama Dash o Svelto ma appunto Paolo Spadafora e che promette di pulire a fondo Cosenza per renderla una nuova città: solidale, giovane, dinamica, ecologica, bella, verde, creativa, accogliente e pulita. Il messaggio dunque – oltre a presupporre una buona dose di ironia, che non fa mai male – è immediatamente comprensibile, soprattutto da chi ha a che fare con i panni da lavare, cioè praticamente da tutti. Vien da sé che il target è sostanzialmente infinito. Vedremo (da dietro l’oblò, naturalmente) l’effetto che fa.

Galleria a Tropea

April 1st, 2011

San Fili di sfuggita

April 1st, 2011

Generazioni sulla sponda

March 27th, 2011

Vista su San Lucido

March 24th, 2011

Crepuscolobliquo

March 22nd, 2011

Poco prima della sera

March 22nd, 2011

Dire per farsi capire

March 15th, 2011

Quando noi affrontiamo con impegno le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia in realtà lo facciamo per guardare più lontano, non per guardare indietro.

Giorgio Napolitano

E’ una delle citazioni contenute nel video celebrativo pensato e montato da Alberto Melloni e Fabio Nardelli per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia che oggi ho introdotto in tre diversi incontri con gli alunni delle scuole. Un video bellissimo che ho visto almeno sei volte finora, ma forse dai contenuti non proprio immediatamente comprensibili per un pubblico giovanissimo. Per questo il video richiedeva un’introduzione che ne spiegasse almeno in linea generale i contenuti e lo stile comunicativo perché guardandolo i ragazzi non si sentissero del tutto spaesati.

Il video infatti punta molto sulla continuità tra le generazioni: tra quelle passate (dai nonni dei nostri nonni) e quelle future (fino ai figli dei nostri figli). Sono concetti che un bambino difficilmente afferra subito. Molto più comprensibili invece le fotografie di calciatori e di personaggi dello spettacolo, che tutti conoscono.

Mi è stato molto utile, proprio per farmi meglio comprendere, cambiare linguaggio davanti alle diverse fasce d’età: uno per i bambini della scuola primaria, un altro per gli alunni delle prime e seconde classi delle scuole medie, un altro per le terze. Ad ogni pubblico i suoi termini, i suoi toni, i suoi riferimenti alla vita quotidiana, i suoi esempi.

E’ una tecnica che mi ha insegnato, in fondo, il giornalismo: la regola numero uno è farsi capire. “Scrivi in modo che ti possa leggere un lattaio dell’Ohio”, suggerì il collega americano Webb Miller al nostro Indro Montanelli (l’episodio è riportato in “Soltanto un giornalista” della grande firma toscana). La stessa cosa vale quando si parla in pubblico: comunicare in modo che chi ascolta riesca a capire. E’ un suo diritto e un nostro dovere.