Cristicchi: “Ho avvertito il calore del pubblico”
Di Maria Francesca Calvano • 27 Giugno 2006 • Categoria: san lucidoIl noto cantante soddisfatto del concerto sanlucidano dei giorni scorsi
Dopo il concerto incontro Simone Cristicchi nei camerini. Mi stringe la mano con confidenza. Niente arie da star inavvicinabile. Si fa spazio su una poltrona arancione, si siede e chiacchiera con fare rilassato. Simone si racconta con naturalezza da dietro gli occhiali rossi.
Com’è andata la serata?
Mi sembra molto bene, ho avvertito il calore crescente del pubblico, che naturalmente si trova spiazzato davanti a una serie di canzoni che non conosce. Ho cercato d’inserire qualche cover per mantenere alta l’attenzione. I bambini mi sembravano abbastanza scatenati, ma vedevo anche le facce dei loro genitori molto divertite.
So che hai fatto una lunga gavetta con vari gruppi a Roma. Come ti senti adesso che hai raggiunto la meta?
Ho raggiunto la meta con un tormentone, così definito appunto perché è stato passato tantissimo in radio e in televisione. Non mi aspettavo assolutamente un tipo di successo così, improvviso, inaspettato veramente. Adesso sto facendo un lavoro di costruzione lenta sulle altre cose che ho fatto, anche se la gente si ricorda di me solo per quella canzone o per Sanremo. A me piace invece far scoprire agli altri anche altri mondi, altre tematiche che tratto nelle canzoni, altri arrangiamenti. Come hai visto stasera, ogni canzone è diversa dall’altra.
Una curiosità personale: perché Biagio Antonacci?
Perché rappresenta un modo di fare musica in Italia non dico commerciale ma che si rivolge ad un pubblico femminile. E’ un cantautore romantico. Diciamo che a volte scrivere canzoni d’amore è molto più semplice per arrivare al grande pubblico. Trovo che invece la storia della canzone d’autore italiana sia stata fatta da altri artisti che scrivevano con intelligenza e con grande senso d’ironia.
Nello scrivere le tue canzoni, t’ispiri a cose vissute realmente? Hai raccontato molto come sono nate.
Sì, io spero d’aver trasmesso la mia umanità stasera, il mio essere semplice e il mio venire da una famiglia normale pur avendo un modo di vedere le cose diverso dagli altri. La mia personalità, la mia sensibilità se vuoi, che io poi trasferisco nelle canzoni é in quello che dico e che voglio trasmettere alla gente. Delle cose anche molto semplici, come hai sentito.
Ma anche argomenti abbastanza alti come punti di riflessione, mi pare.
Sicuramente l’argomento che più m’interessa trattare è quello dei cosiddetti matti. Ho fatto addirittura uno spettacolo su quest’argomento, che si chiama Centro d’igiene mentale, dove racconto le storie dei malati psichiatrici e il loro punto di vista molto diverso dal nostro sul mondo e su ciò che avviene. Anche sui sentimenti, su molte cose. Sulle idee politiche.
Dopo Sanremo cosa è cambiato nella tua vita?
Sanremo mi ha dato sicuramente una grande visibilità rispetto a fasce d’età alle quali non ero ancora arrivato, come le signore, i signori di una certa età che magari guardano solo quello. Quindi, ecco, ricevere ad esempio i complimenti da una signora di sessant’anni per me è una cosa bellissima. Vuol dire che la mia musica può arrivare sia ai più giovani, sia alle persone mature che capiscono anche il senso profondo di un testo, di un’idea che io canto, come in ‘Che bella gente’.
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