San Lucido - Periferie a secco, protesta Cavaliere

Di Maria Francesca Calvano • 18 Ottobre 2007 • Categoria: san lucido

L’ex consigliere comunale: «Porto le mucche in Municipio»

SAN LUCIDO. Basta con quest’attesa di avere l’acqua potabile: porto le mucche in municipio».

Giuseppe Cavaliere, il battagliero ex consigliere comunale di San Lucido, davanti al grave problema della mancanza d’acqua potabile nelle periferie, pensa a un’imponente protesta in municipio, partecipata dalle moltissime persone che già da anni sono sul piede di guerra per il fatto di vedersi negato il fondamentale diritto all’acqua potabile.
mucca

Un diritto violato peraltro dal fatto di non disporre nemmeno di quella non potabile, che «da tre giorni manca nella zona di contrada Varco e San Giovanni e dintorni», riferisce Cavaliere.

Che è deciso a promuovere anche una raccolta firme per chiedere di non pagare la bolletta sull’acqua che mille famiglie, nonostante non possano riempirsi un bicchiere d’acqua fresca dal rubinetto di casa né tantomeno farsi una doccia che non sia di fango, sono tenute a pagare, seppure al 50 per cento. L’esenzione totale è prevista solo in casi sporadici.

«Invito il commissario prefettizio a pensare lui, coi poteri conferitigli dalla legge, a risolvere, con una delibera, questo problema gravissimo, la cui risoluzione dovrebbe essere prioritaria. Infatti sono vent’anni che nessuno, tra amministratori e commissari, se ne occupa: a tutti però il problema ritorna in mente in campagna elettorale quando c’è da promettere di risolverlo.

È una vergogna – afferma Cavaliere – ed è ora di smuovere qualcosa: un’occupazione di settimane del municipio, pure col bestiame, può forse sollevare il problema in tutta la sua gravità. Eppure si potrebbe ovviare molto semplicemente: basta espropriare un terreno dove sgorga tantissima acqua e incanalarla in parte verso le tubature che già esistono a cento metri.

Non possiamo aspettare che si concludano le valutazioni su eventuali errori fatti mettendo in piedi l’acquedotto: con l’intervento detto bastano due giorni per portare l’acqua potabile nelle case di mille famiglie che non possono aspettare oltre».


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