Calabria - «Malagestione finanziaria», Nunziata sulle gestioni As1
Di Maria Francesca Calvano • 17 Novembre 2007 • Categoria: calabriaI due in gestione delle finanze sul registro della Corte dei Conti e i casi di «malagestione sanitaria», secondo la definizione che ne dà Franco Nunziata, sono abbastanza perché Loiero e Lo Moro e gli assessori regionali sentano «un maggiore senso di responsabilità amministrativa in occasione dell’imminente nomina dei direttori generali, sanitari ed amministrativi».
È quanto auspica lo stesso Nunziata, direttore sanitario già responsabile del settore presso l’ex Margherita provinciale: «Già nel passato ho avuto modo di contestare nomine di direttori senza requisiti, senza titoli e senza scrupoli, molti dei quali spacciati per grandi manager – si legge in una nota stampa del medico – ma non ho ottenuto dalla politica calabrese alcun riscontro, se non i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: morti in corsia, in sala operatoria ed in ambulanza; ritardi nei soccorsi, lunghissime liste d’attesa, disservizi, sprechi, inutili assunzioni e consulenze che sono aumentate anziché diminuire, aumenti della spesa farmaceutica e della mobilità passiva, buchi nei bilanci ed aumenti dei debiti anziché contrazioni della spesa e pareggio dei conti. Nessuno degli obiettivi dati dalla Regione Calabria è stato raggiunto dai direttori generali uscenti delle Aa.Ss».
Gli stessi, sottolinea Nunziata, che «dovevano essere sottoposti ad una verifica che non c’è mai stata» e che sono stati «bocciati dalla Corte dei Conti, dai cittadini calabresi e dai mass media». Ed invece «qualcuno di essi aspira ad una riconferma, qualche altro è stato già riciclato dalla Regione Calabria per gestire qualche fondazione anche di grande importanza o in grande difficoltà».
Condizioni che per Nunziata pregiudicano la possibilità che la gente si fidi della sanità calabrese, che invece «ha bisogno di manager con tutti i requisiti necessari per svolgere tali compiti», insomma di una «rivoluzione morale e professionale». Magari, si augura il medico, nell’ambito dell’annunciato «nuovo corso» della politica regionale.
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