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San Lucido - La città si prepara al voto, «attenti al qualunquismo»

Di Maria Francesca Calvano • 23 Novembre 2007 • Categoria: san lucido

Ben venga la partecipazione politica, ma attenzione al qualunquismo. Carlo Di Buono, consigliere d’opposizione uscente, invita alla riflessione sull’attuale momento sociale e politico di San Lucido.
Carlo Di Buono

A fronte di quel «buon segnale in vista del voto amministrativo» rappresentato dalle «riunioni che diversi gruppi di cittadini tengono settimanalmente», sintomo che «la coscienza del degrado in cui è piombato il nostro paese tocca la sensibilità collettiva», esiste per Di Buono «il rischio che la suggestione “dell’uomo qualunque” alla Giannini finisca per mettere tutti i partiti ed i loro esponenti politici nello stesso calderone.

Troppe volte – afferma Di Buono – ho dovuto assistere alla pratica del “cambiare tutto per non cambiare nulla”». Bisogna perciò, per Di Buono, considerare il fatto che, facendo tabula rasa del passato, sussiste il pericolo che «quello che viene definito “nuovo”, che in apparenza può risultare innocente, è invece potenzialmente la più corrotta delle proposte politiche».

Sostiene l’ex consigliere: «Chi non ha idee e valori a cui si richiama nelle scelte, diviene vittima del quotidiano, perché senza una chiara prospettiva politica è sempre l’interesse privato a fare la differenza. Le ultime esperienze amministrative dovrebbero avercelo insegnato, e noi dovremmo sempre ricordare di non cancellare il passato. Ricordo che per tanti di noi è stata questa la diversità di fondo che ci ha portato a creare Progetto San Lucido. Tanti cittadini ci hanno votato perché rappresentavamo una speranza. Credo che da quella felice intuizione bisogna ripartire, naturalmente senza ripetere gli stessi errori di eccessiva chiusura, magari cominciando a rendere Psl indipendente dagli stessi partiti che vi aderiscono. Una casa politica che ha per fondamenta i valori del centrosinistra, per struttura i partiti ed i movimenti che vi si richiamano, e che è abitata da tutte quelle persone che liberamente si riconoscono nelle idee e nei programmi di questa coalizione». Quindi, richiamandosi ad una storia da avvalorare e alle responsabilità assunte dinanzi alla cittadinanza, «da domani – esorta Di Buono – ripartire».

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