San Lucido - Va in fiamme la cassetta Enel, scintille e panico in paese
Di Maria Francesca Calvano • 18 Gennaio 2008 • Categoria: san lucidoAlle dieci e trenta di una sera di gennaio non è certo usuale vedere uno spicchio di paese, solitamente nella penombra, illuminato a giorno. E certamente non è neanche abitudine che l’artefice di tanta luce sia un grosso scoppio continuo.

È per questo che molta gente, svegliata dai forti botti oppure solo di passaggio, a quell’ora del 16 gennaio si è recata a vedere cosa mai stesse succedendo appena dietro il municipio di San Lucido, appena davanti la sala polifunzionale e appena sotto le scuole. Qualcuno poi ha composto il 113 per chiamare la polizia e il 115 perché accorressero i pompieri. Perché questo che vi raccontiamo è un fatto di fuoco.
Un filo della corrente elettrica che corre lungo il muro esterno della palestra delle scuole elementari, a pochi metri dal municipio, è esploso. Gli scoppi sono fortissimi, le scintille illuminano il piazzale antistante la sala polifunzionale come fosse mezzogiorno. I ragazzi filmano la scena coi telefonini, «in diretta - dicono - da San Lucido». I vigili del fuoco di Paola, ai comandi del caposquadra Vilardi, tengono il lampeggiante dell’autopompa acceso, la situazione sotto controllo e la gente lontana dalle scintille.
Inizialmente non è chiaro se si tratti di un danno provocato oppure no. Certamente però qualcosa sulla linea non ha funzionato, e quel qualcosa è il dispositivo di sicurezza che, in caso di cortocircuito, stacca la corrente sulla linea interessata. Ma l’aggeggio a quanto pare non ha fatto il suo dovere, così il cortocircuito si è sviluppato in un grosso incendio lungo il cavo, che tra l’altro dovrebbe essere di fattura recente.
Una lettura dei fatti, questa, che ci viene fornita dal caposquadra Vilardi, ma che l’Enel, che arriverà per staccare la corrente manualmente ed intervenire sulla linea, non ha voluto né smentire, né confermare. Pure la mattina dopo, quando la società è tornata per ripristinare la linea e fornire provvisoriamente l’energia elettrica al municipio e alle scuole elementari, collegati tramite il cavo bruciato, ha preferito parlare genericamente di «un guasto».
Anche l’ingegnere Carlo Zicarelli, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale per il settore lavori pubblici e manutenzione, esclude il dolo: «Non è certo stato un attentato». Più che altro, dunque, si parla di un incendio non provocato.
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