Maria Francesca Calvano

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San Lucido - Cavaliere critica l’ex minoranza: «Dove sono finiti i fotografi della spazzatura?»

Di Maria Francesca Calvano • 29 Gennaio 2008 • Categoria: san lucido

«La gestione del commissario Ponte, figura fortemente voluta da alcuni membri di Progetto San Lucido, non sembra discostarsi dalla linea dei pizzutiani». Questo in sintesi il bilancio di sei mesi di commissariamento del comune di San Lucido tracciato dall’ex assessore Giuseppe Cavaliere, che considera l’attività alla guida del municipio del vice prefetto Carlo Ponte non differente da quella dell’ex sindaco Carlo Borsani.
Giuseppe Cavaliere

Cavaliere sottolinea inoltre le contraddizioni di «quei signori dotati di macchina fotografica che nel 2006 facevano i reportage e oggi sono finiti non si sa dove». Ci si riferisce ai rappresentanti di minoranza che, a pochi mesi dalle elezioni perse, oltre a partorire il Progetto Ribaltone per tentare di annullarle (come poi è avvenuto), partorirono anche, nell’ambito di una complessivamente scarna attività d’opposizione, un catalogo di foto sullo stato dell’ex Onpi e sulla spazzatura che invadeva le strade. Allora, sullo scranno comunale sedeva l’avversario politico.

Oggi, a distanza di sei mesi dal commissariamento dell’ente, Cavaliere si domanda dove siano finiti «i signori fotografi di allora. Evidentemente documentare allora la spazzatura era solo una questione di convenienza. Non si possono fare le battaglie solo quando al comune c’è il “nemico”: se si crede che ci siano questioni giuste da affrontare, lo si deve fare sia col “nemico” in comune sia senza. Per esempio, se si vuole vedere il paese pulito, ci si attiva sia con una maggioranza sia con un commissario. Una battaglia giusta infatti - sostiene Cavaliere - è valida sempre».

L’”immobilismo” attuale dimostra per Cavaliere «che non si fa l’interesse dei cittadini, ma si cerca solo gloria e vittoria quando si viene sconfitti. Ma evidentemente o questi signori ex fotografi hanno smesso di interessarsi dei problemi di San Lucido oppure non possono permettersi di dire una parola sulla gestione del commissario, visto che è una figura fortemente voluta da loro, che sono loro ad avere messo il paese in queste condizioni».

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