San Lucido - Elezioni annullate, contestato Progetto
Di Maria Francesca Calvano • 9 Febbraio 2008 • Categoria: san lucido«Che senso ha fare ricorso, andare davanti al Tar, fare collette su collette, tra l’altro anche coi soldi dei cittadini, dare battaglia per arrivare fino in fondo e poi non pagare l’avvocato proprio al traguardo?».
L’ex assessore Giuseppe Cavaliere commenta con un interrogativo il fatto che Progetto San Lucido non si sia (ancora) costituito in giudizio davanti al Consiglio di Stato per opporsi alla richiesta di riesame della sentenza che lo stesso tribunale romano ha emesso il 26 giugno 2007 e con la quale sono state annullate le elezioni amministrative di un anno prima.
Eppure lo stesso Progetto, con le ferite inferte dalla sconfitta elettorale ancora aperte, dedicò anima e corpo (e finanze) al tentativo di annullare il verdetto delle urne e mandare a casa i vincitori a forza di battaglie legali, cioè al Progetto Ribaltone.
E infine è riuscito nel suo intento perché, come già avvenuto nel caso di Conca Casale e di Maierà, dopo il giudizio sfavorevole del Tar, in secondo grado il CdS ha accolto il ricorso in appello e annullato le elezioni. Per una mera questione formale, legata alla corretta compilazione dei certificati medici per il voto assistito e dei verbali di seggio.
Quel che ne è conseguito è storia recente: qualche giorno dopo il sindaco uscente Carlo Borsani, spoltronizzato dal Ribaltone, ha consegnato le chiavi del comune al commissario prefettizio Carlo Ponte. Da allora sono trascorsi otto mesi, e in quest’arco di tempo l’ex primo cittadino non è rimasto con le mani in mano.
Convinto nel fatto di dover «difendere il diritto dei cittadini che hanno votato legittimamente», prima ha chiesto presso il Tar di sospendere la nomina del commissario prefettizio, senza ottenere tuttavia successo, e poi si è rivolto al Consiglio di Stato perché la sentenza di giugno fosse rivisitata, ritenendo, come il legale che l’assiste, che contenga errori significativi.
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Vergognatevi?
Avete portato un paese che era il piu’ invidiato della costa Cosentina, a un paese disqustoso e fuori di ogni logica, i nostri politici sono sempre per il proprio interesse??gli abitanti di San Lucido si dovebberono rifiutare di andare a votare per dare un forte segnale alla Capitale ( RM)