Maria Francesca Calvano

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Catanzaro - Arresto di Tripodi: da ieri non era più assessore della giunta Loiero

Di Maria Francesca Calvano • 13 Febbraio 2008 • Categoria: in calabria

Pasquale Maria Tripodi, esponente dell’Udeur, destinatario questa mattina di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Perugia, insieme ad altre 49 persone, nell’ambito dell’inchiesta denominata ”Naos”, da ieri non era piu’ assessore al Turismo della Calabria. La delega che gli e’ stato revocata dal presidente Agazio Loiero, per la sua incompatibilita’ politica determinata dal fatto che aveva scelto di restare nell’Udeur e quindi di andare col centrodestra. ”In questo momento gli auguro e mi auguro che sia in grado di dimostrare la sua estraneita’ alle accuse che gli vengono contestate”, ha detto Loiero, in una nota del portavoce. ”Capisco che al punto in cui siamo arrivati l’appartenenza al Consiglio o alla Giunta e’ una frontiera labile - ha aggiunto Loiero - ma devo dire che, sul piano formale, da ieri Tripodi non faceva parte ne’ del governo regionale ne’ della maggioranza di centrosinistra avendo fatto una scelta diversa seguendo Mastella nel centrodestra”. ”Proprio sabato scorso - ha proseguito il presidente Loiero - avevo discusso con lui della sua posizione politica e gli avevo anche chiesto informazioni su alcune voci insistenti negli ultimi giorni di un suo coinvolgimento in una delicata inchiesta giudiziari. Gli avevo, quindi, esplicitamente chiesto di dimettersi, anche perche’ la sua presenza ad Arpaise, alla convention di Mastella, era in contrasto con la sua permanenza in giunta. Mi aveva assicurato che entro lunedi’ avrebbe rassegnato le dimissioni, come qualche giornale calabrese ha pure scritto. Non lo ha fatto e ieri ho provveduto a firmare il decreto di revoca, regolarmente protocollato”. L’accusa mossa dalla DDA perugina nei confronti di Tripodi sarebbe di fare parte di un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga ed all’accaparramento difinanziamenti nell’ambito dell’attivita’ edilizia. L’organizzazione, secondo la tesi accusatoria della DDA, sarebbe collegata al clan camorristico dei Casalesi e dalla cosca della ‘ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti che avrebbe focalizzato i suoi interessi nella realizzazione di infrastrutture turistiche e centrali idroelettriche.

» fonte Asca

2 Risposte »

  1. Cara Francesca,
    Come si fà ad avere fiducia della Politica e dei politici attuali? E’ un vero schifo! Non passa giorno che i giornali sono pieni di fatti criminosi legati a questo o quel politico. Il voto del povero elettore non rappresenta più una scelta del singolo politico ma il rischio di votare personaggi in odore di mafia o di Massoneria deviata. Certamente ci saranno dei politici onesti ma Ti posso assicurare che sono come le famose “mosche bianche” : rarissimi. E’ il potere, gestito male, che inquina. Oggi la politica non rappresenta più la tutela degli interessi generali dei cittadini ma la tutela degli interessi dei singoli politicanti. Leggiti sul mio sito wwww.calabriafotoweb.it i miei articoli sulla politica e lasciami un tuo commento. Pubblica pure sul Tuo sito gli articoli dei politici corrotti in modo tale che i cittadini si rendano conto di chi ci governa. L’augurio che esprimo è quello che il popolo sappia usare il voto e la smetta di farsi prendere per i fondelli dai nostri politicanti siano essi di sinistra, siano essi di destra, siano essi di centro. Il Creatore ci ha donato un cervello per usarlo. Usiamolo bene e, sopratutto, cerchiamo di essere indipendenti e non gregari di questo o quel politico. Un cordiale saluto da
    Fernando

  2. Caro Fernando,
    la politica non è cosa diversa dalla società nel suo complesso. Tra i politici, ce ne sono di terribili e di eccezionali, così come in tutte le altre categorie. Per non farsi prendere dalla disperazione e cercare di dare un risvolto positivo alle cupe riflessioni che ogni giorno, leggendo i giornali, ci troviamo a fare, dobbiamo sperare che le “mosche bianche” riescano a fare la politica che vogliamo. Il voto è lo strumento più potente che abbiamo per fare in modo che sia così. Perciò, se la politica serve per fare gli interessi di tutti, votiamo chi è capace ed ha dimostrato di saperlo fare. Senza lasciarsi deviare da promesse individuali e prospettive di posti di lavoro per me, mio fratello o mio cugino. Sono innanzitutto gli elettori a dover far sì che si possa cambiare pagina: perciò, dinanzi ad un politico che fa clientelismo, per esempio, l’elettore non deve essere suo cliente. Altrimenti diventa anche suo complice nello sfacelo della società e nel continuare a fare la politica dell’orticello. Come lamentarsi poi di quello che la politica è diventata? Grazie del tuo commento,

    Maria Francesca

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