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San Lucido - I giudici bocciano il ricorso, la parola passa agli elettori

Di Maria Francesca Calvano • 28 Febbraio 2008 • Categoria: san lucido

Signori, si vota: il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso dell’ex sindaco Carlo Borsani volto ad ottenere l’annullamento della sentenza con cui sono state invalidate le ultime elezioni comunali. Il verdetto col quale il CdS ha reso nullo il voto del 2006 resta dunque valido. Il collegio dei giudici presieduto da Sergio Santoro e composto da Cesare Lamberti, Claudio Marchitiello e Marco Lipari, con Vito Poli come relatore, ha confermato la sentenza del 26 giugno 2007 che, annullando il voto di un anno prima, aveva portato al commissariamento del comune.
Carlo Borsani

Ciò significa che la giunta Borsani non potrà tornare al governo per mezzo del capovolgimento della sentenza e che anche a San Lucido si terranno le elezioni amministrative. Già ieri mattina, insieme con l’ufficialità della decisione del CdS, dalla Prefettura di Cosenza è arrivato in municipio il decreto di indizione dei comizi elettorali per il 13 e 14 aprile prossimi. Tra un mese e mezzo dunque il popolo di San Lucido dovrà recarsi nuovamente alle urne per scegliere il sindaco e il consiglio comunale.

La cittadina è rimasta in attesa del verdetto per un giorno intero. L’udienza si è infatti tenuta nella mattinata del 26 febbraio ma l’ufficialità della decisione è giunta soltanto ventiquattr’ore dopo.

Immediato il commento dell’avvocato Oreste Morcavallo che, in quanto rappresentante di Roberto Filippo, depositario del controricorso, è uscito vittorioso dalla vertenza: «Sono particolarmente soddisfatto dell’esito giudiziale che conferma la validità delle mie tesi giuridiche e soprattutto il principio che non può essere proposto ricorso per revocazione su punti della controversia su cui si è dibattuto e vi è stato un pronunciamento del Giudice. La parola passa ora agli elettori».

È con quest’atto infatti che si conclude la saga del Progetto Ribaltone; giunge cioè al capolinea la battaglia giudiziaria intrapresa dall’ex minoranza per annullare le elezioni perse sfruttando un cavillo di legge relativo alla compilazione dei certificati medici per il voto assistito e dei verbali di seggio.

«I mestieranti della politica hanno avuto la meglio sulla nostra lotta per la dignità del voto popolare che è stato calpestato e penalizzato – commenta l’ex sindaco Borsani. I cittadini, depositando nell’urna il loro voto, avevano fatto una scelta diversa dal Ribaltone. Per me il voto era e resta legittimo, ma chiaramente accettiamo il verdetto dei giudici». I giochi elettorali, dunque, sono aperti.

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