San Lucido - La lista Staffa in piazza
Di Maria Francesca Calvano • 31 Marzo 2008 • Categoria: san lucidoLa lista Rinascita Democratica è scesa in piazza il 29 marzo. Il candidato a sindaco Antonio Staffa è intervenuto solo in chiusura di serata per illustrare il programma. Prima di lui hanno preso la parola i promotori dell’iniziativa elettorale e i candidati. L’idea del rinnovamento, della necessità di cambiare, di non attribuire più credibilità a coloro i quali «hanno promesso senza mantenere», di voltare pagina e scegliere di votare per quello che Rinascita Democratica definisce «il vero rinnovamento» è stato il tratto comune a tutti gli interventi.
La lista si pone come rappresentativa del «cambiamento», fautrice di un’«epoca storica» in cui i giovani, veri protagonisti della politica e autori di un vero e proprio programma per San Lucido, risollevano il paese dal «degrado» per mezzo di una politica nuova che «fa paura ai difensori dello status quo».
E su questo contrasto tra «cittadini che vogliono il bene del paese» e «gli altri che già conoscete» si è basato il comizio: «La scelta è tra i soliti clientelismi e la gestione democratica della cosa pubblica», si è detto.
Nella piazza, tra il pubblico, si respirava rabbia per il presente, soprattutto per i servizi basilari inesistenti: la stessa lista è nata quando un gruppo di persone si è trovato a discutere del problema dell’acqua potabile che non c’è. Disillusione dunque, ma anche speranza nel futuro: «Contribuite alla rinascita del paese, per un vero cambiamento – ha detto Staffa prima di esporre il programma, al quale ha dedicato l’intero intervento. Diamo voce a questo paese lacerato per farne un paese ricco. Vogliamo un’azione amministrativa ispirata alla trasparenza sulle scelte e alla loro condivisione, con l’apporto di maggioranza, minoranza e commissione consiliari». «Vorremmo parlare di grandi opere – ha affermato Staffa – ma purtroppo dobbiamo preoccuparci di erbacce da togliere dai marciapiedi e di strade da recuperare. Ricostruire è quello che faremo».
Staffa non ha infine mancato di criticare la «cattiva abitudine di fare la pagella ai candidati: non siamo al mercato delle vacche, ognuno ha il suo valore. Solo le scelte possono non essere condivise».
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