San Lucido - Consiglio comunale, minoranza anomala
Di Maria Francesca Calvano • 30 Aprile, 2008 • Categoria: san lucidoI criteri di composizione della minoranza consiliare danno vita a San Lucido ad improbabili quanto bizzarri accostamenti.
Mario Amendola e Roberto Filippo, che fino a ieri firmavano sui banchi dell’opposizione atti di sfiducia e ricorsi e controricorsi per mandare a casa la maggioranza in carica, si ritrovano oggi fianco a fianco proprio con coloro ai quali ogni due anni hanno preparato le valigie affinché lasciassero il municipio e tornassero ad essere privati cittadini, cioè con il vicesindaco uscente Roberto Pizzuti e l’ex assessore Loredana Pastore.
Combattere la stessa battaglia d’opposizione alla nuova maggioranza del sindaco Antonio Staffa basterà per creare nuovi, inediti legami tra gli avversari di sempre? Sarà sufficiente, per loro, avere un “nemico” in comune per diventare amici, per superare l’amaro di campagne elettorali e consiliature caratterizzate da aspre battaglie e scontri frontali, in cui se le sono (politicamente) date di santa ragione?
E che dire del fatto che proprio Pizzuti e Pastore si ritrovano come compagno di banco l’ex amico di giunta Giuseppe Cavaliere (il quale con ogni probabilità sostituirà Vittorio Calomeni in minoranza), colui che non ha deposto un attimo le armi da quando ha deciso di rivestire il ruolo di “separato in casa” rispetto al gruppo degli assessori? Nella stessa campagna elettorale appena trascorsa non sono affatto mancate polemiche e frecciate tra di loro.
Le distanze tra il gruppo Amendola e il gruppo Pizzuti e tra questi e Cavaliere potrebbero infine essere colmate oppure no. Nel primo caso, la minoranza intera darebbe vita ad un unico progetto d’opposizione alla maggioranza Staffa, puntando sulla forza del gruppo e sulla comune condanna della cosiddetta «inesperienza dei giovani» che compongono la nuova maggioranza. Nel secondo caso, ogni fazione interna alla minoranza si farebbe promotrice di un’attività d’opposizione propria e autonoma che potrebbe avere come conseguenza l’infiacchimento della minoranza stessa; nello stesso tempo, tuttavia, un’opposizione simile creerebbe molteplici punti d’attacco alla maggioranza che potrebbero, infine, metterla in difficoltà.
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