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San Lucido - Sequestri di spadare. Le reti illegali sono di Franco Tonnera

Di Maria Francesca Calvano • 9 Maggio, 2008 • Categoria: san lucido

Tempi duri per la marineria sanlucidana. Che un giorno si ribella ai sequestri di spadare e quello seguente li subisce. L’ultimo, ieri mattina. Infatti, mentre nelle edicole Calabria Ora pubblicava la proposta di Franco Tonnera, armatore e presidente della cooperativa Santa Rita di San Lucido, di avviare «uno studio parallelo tra i sistemi di pesca con spadara e ferrettara per confrontare l’impatto ambientale», in alto mare la Capitaneria di porto confiscava proprio le sue reti. Le stesse, pare, che le forze dell’ordine avevano sequestrato tempo addietro, vietandone l’utilizzo, perché fuorilegge.

In seguito a quel provvedimento, Tonnera era giunto alla decisione, concretizzata domenica scorsa, di incatenarsi all’ingresso della Capitaneria di porto - Guardia costiera di Vibo Marina. Un gesto clamoroso per ribellarsi, più che alla confisca da parte degli ufficiali, «alle leggi troppo ferree che rischiano di mettere in ginocchio l’intera filiera della pesca in Calabria» e che, sostiene, «impediscono anche di poter svolgere l’attività basilare».

«So bene – dichiarava ieri il pescatore – che le reti spadare sono vietate dalla legge, ma con le normali reti a circolo e la ferrettara non ce la faccio: devo pur portare in tavola qualcosa, dar da mangiare alla mia famiglia e alle famiglie degli operai che lavorano con noi». Sono queste le ragioni dei pescatori, recitate sempre uguali da anni come disperati refrain, durante le numerose iniziative di protesta promosse dalla categoria.

Ragioni che però puntualmente si scontrano con la normativa di legge, che vieta l’uso delle spadare perché dannose per l’ambiente. «Chi scrive le leggi dovrebbe mettersi nei nostri panni. Non ho nulla contro la Capitaneria di porto che fa il proprio dovere, ma anch’io vorrei lavorare onestamente», affermava ieri Tonnera, chiedendo nello stesso tempo «la collaborazione della Capitaneria di porto, dell’assessorato regionale all’Ambiente, dell’assessorato alla pesca, della Provincia di Cosenza e della Prefettura» per l’attuazione della sua proposta.

Intanto però il lavoro delle forze dell’ordine procede, e ieri mattina ha portato al sequestro. Oltre alla Capitaneria di porto, è giunta presso il peschereccio di Tonnera una motovedetta dei carabinieri, mentre una squadra stazionava a riva.

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