San Lucido - Scomparso da otto giorni, «ero al lavoro a Roma»
Di Maria Francesca Calvano • 19 Maggio 2008 • Categoria: san lucidoIgnaro di quanto succede in Calabria, a Roma Tony sbriga le solite faccende di lavoro. Non sa che a San Lucido, dove vive, la sua famiglia, preoccupatissima, ha allertato i carabinieri del comando locale che hanno allertato quelli di tutt’Italia per poterlo ritrovare. Tony, che per tutti è scomparso, vive tranquillo nella capitale, preso dalle cose di sempre, tra acquisti e vendite di latticini che commercia da qualche tempo.
È vero che da alcuni giorni non sente la famiglia, ma non se ne preoccupa, preso com’è dal lavoro. E poi ha problemi col cellulare, perciò non telefona a sua madre. L’ultima volta che l’ha sentita era il 9 maggio, quando, appena lasciata Perugia, si era rimesso sulla strada con l’intenzione di tornare a casa. San Lucido era distante poco più di due ore. Poi però un imprevisto di lavoro l’aveva portato a Roma.
Tony trascorre nella capitale gli otto giorni in cui la sua famiglia lo cerca per mari e per monti, dopo averne denunciato la scomparsa all’Arma. Arrivato il giorno di lasciare Roma e tornare in Calabria, il giovane si ferma a prendere un caffé prima di mettersi in viaggio. Incontra un amico che lo mette al corrente di quanto sta accadendo a San Lucido. Tony telefona subito a casa e rassicura la famiglia.
Questo il racconto di Antonio Maiorana, 28 anni tra un mese, la cui scomparsa nei giorni scorsi ha aperto un caso. Al telefono, appena rimesso piede a San Lucido, ci dice: «So di aver suscitato molta preoccupazione e che tanta gente è stata vicina alla mia famiglia. Ringrazio tutti». All’apprensione dei familiari infatti si era aggiunta quella della cittadina intera quando Calabria Ora, il 15 maggio, aveva dato notizia dell’irreperibilità del giovane, che sembrava sparito nel nulla. «Forse mi sono comportato un po’ ingenuamente non chiamando casa - ammette - ma davvero non credevo di suscitare tutto questo».
Tornato a San Lucido nella serata del 17 maggio, Tony ha raggiunto il comando dei carabinieri per le pratiche di rito e riabbracciato i familiari: dopo giorni tanto difficili, sapere che un figlio o un fratello sta bene ha il sapore dolce di un miracolo. «Mi dispiace solo per alcune cose non vere che ho letto su certi giornali – ci dice. Nessun motivo, come dire, “scatenante” o strano dietro tutto questo. Semplicemente un impegno di lavoro sorto all’improvviso mi ha riportato a Roma».
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mah…tutto sto trambusto x nulla…sarà andato dalla raga :)