San Lucido - Fuoco alla porta di casa, una donna gravemente ferita
Di Maria Francesca Calvano • 15 Giugno 2008 • Categoria: san lucido–
LA NOTIZIA
L’incendio appiccato nella notte tra il 13 e il 14 giugno al portone di un’abitazione a San Lucido è la causa delle gravi ustioni riportate da Mihaela Petronela, 28 anni, che si trova ora ricoverata in prognosi riservata presso il Centro grandi ustionati di Brindisi. La donna, inserviente in un ristorante, abita in un monolocale del centro storico con il marito, Daniel Muhu, 33 anni, manovale presso una ditta edile del luogo. Rumeni entrambi, risiedono e lavorano a San Lucido da due anni.
Le gravi ustioni riportate dalla donna sono dovute al suo tentativo di uscire dall’appartamento una volta accortasi che andava a fuoco il portone in legno.
Proprio passando attraverso l’uscio, dopo che il marito aveva già lasciato il monolocale riportando lievi ustioni, Mihaela è stata avvolta dalle fiamme che hanno intaccata la coperta con la quale aveva pensato di proteggersi dal fuoco. Invece il tessuto si è incendiato, e in un attimo il fuoco l’ha avvolta completamente.
Le sue urla hanno richiamato l’attenzione di alcuni giovani del posto che, con un estintore e dell’acqua, sono riusciti a spegnere le fiamme e a salvarla da più gravi ustioni. Nello stesso tempo sono state allertate le forze dell’ordine e i pompieri e sono partite le chiamate al 118. Sul posto sono giunti i carabinieri di San Lucido e di Paola, oltre ai vigili del fuoco. L’ambulanza ha trasportato la donna presso il vicino ospedale San Francesco di Paola, per poi essere trasferita in elisoccorso, a causa delle gravi ferite riportate, al Centro grandi ustionati di Brindisi, dove si trova in prognosi riservata.
Gli inquirenti, in base a tale ricostruzione dei fatti, addebitano ai responsabili il reato di danneggiamento a mezzo incendio ed, escludendo moventi razzisti, legano piuttosto l’accaduto a motivi passionali. I carabinieri della Compagnia di Paola hanno sentito alcune persone che conoscono Mihaela e intendono verificare se avesse un legame sentimentale con un uomo sposato. Le indagini sono affidate ai carabinieri di San Lucido, ai comandi di Antonio Cangeri, e coordinate da Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola. Il sindaco della cittadina, Antonio Staffa, augurando alla donna una pronta guarigione, ha fermamente condannato l’accaduto.
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L’APPROFONDIMENTO
Sono le due di notte circa. Sull’uscio di una casa del centro storico di San Lucido, qualcuno sparge benzina sul portone in legno dell’abitazione, poi gli dà fuoco. È l’ingresso del monolocale dei coniugi Daniel e Mihaela Mahu, che a quest’ora dormono. Lasciato il loro paese d’origine, la Romania, due anni fa sono arrivati a San Lucido, dove risiedono e lavorano regolarmente. Daniel ha 33 anni e fa il manovale; Mihaela ne ha 28 ed è inserviente in un ristorante. È lei, che da poco è rientrata a casa, a svegliarsi per l’acre odore di fumo. Si accorge che la porta brucia rapidamente. Il marito lascia il monolocale per primo. La donna, per proteggersi dalle fiamme, si mette addosso una coperta. Ma, uscendo, il fuoco intacca subito il tessuto e, in un attimo, l’avvolge. Mihaela chiama aiuto, ma in piena notte è difficile che qualcuno possa sentire, nonostante qui, nel centro storico, le case siano addossate l’una all’altra. Terrorizzata, grida con tutta la forza che ha in corpo per richiamare l’attenzione.
Alessia fa la fioraia e stanotte deve lavorare: bisogna infatti che ogni cosa sia pronta in tempo per il matrimonio dell’indomani mattina. Ma sono quasi le due e sua madre, ch’è con lei, propone di andare a dormire: dopotutto non rimane molto da fare. Alessia però insiste per restare in negozio altri cinque minuti. All’improvviso delle grida, ma non fa molto caso: saranno i soliti rumori dalla piazza vicina. Però quelle che sente sembrano essere urla di donna e di dolore. Si accosta ad una piccola finestra sul retro del negozio che dà sui vicoli del centro storico: è come se qualcosa stesse bruciando. Quindi corre a vedere cosa succede e trova alcuni ragazzi, allertati come lei dalle urla. Sono quelle di Mihaela avvolta dalle fiamme. Alessia torna in negozio e prende l’estintore. È uno di quei ragazzi ad usarlo per spegnere il fuoco che strazia la ragazza, salvandole la vita.
Mentre partono le telefonate di allarme, si riempiono secchi d’acqua per domare l’incendio. Mihaela sta male. Qualcuno l’avrebbe sentita domandare perché, perché proprio lei, che non ha fatto niente a nessuno. I carabinieri, i pompieri e l’ambulanza arrivano sul posto. Mihaela, trasportata in ambulanza all’ospedale San Francesco di Paola, viene trasferita immediatamente in elisoccorso al Centro grandi ustionati di Brindisi per le gravi bruciature riportate su gran parte del corpo. Il marito invece rimane lievemente ustionato.
Gli inquirenti, in base a questa ricostruzione dei fatti, addebitano ai responsabili il reato di danneggiamento a mezzo incendio ed, escludendo moventi razzisti, legano piuttosto l’accaduto a motivi passionali. Secondo le agenzie battute nella giornata di ieri, i carabinieri della Compagnia di Paola hanno sentito alcune persone che conoscono la donna e intendono verificare se la giovane avesse un legame sentimentale con un uomo sposato.
Le indagini sono affidate ai carabinieri di San Lucido, ai comandi di Antonio Cangeri, e coordinate da Francesco Greco della Procura della Repubblica di Paola.
La cittadina è sotto shock e mostra tra l’altro una certa «indignazione» perché la zona dell’accaduto, con le coperte, il sangue e i capelli della donna, non è stata posta sotto sequestro.
Da parte sua, l’amministrazione comunale, augurando alla donna «una pronta guarigione», fermamente «condanna l’accaduto e attende i risultati delle indagini - ha dichiarato il sindaco Antonio Staffa - per poi decidere come intervenire».
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Sebbene evochi le fiamme, la foto delle scarpe e’ agghiacciante.
Troppo forte l’impatto?
Questa e’ una domanda che una brava giornalista non ha da porsi.
:)
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