Maria Francesca Calvano

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San Lucido - Delibere nel mirino dell’opposizione. Pizzuti e Pastore scrivono ancora al prefetto

Di Maria Francesca Calvano • 8 Luglio 2008 • Categoria: san lucido

Stavolta Roberto Pizzuti e Loredana Pastore puntano il dito contro la delibera numero 23 con cui la giunta Staffa ha affidato l’incarico di dirigere l’area lavori pubblici e manutenzione dell’ufficio tecnico comunale all’architetto Elio Furioso e contro la delibera numero 32 riguardante il progetto definitivo di un’opera pubblica. Atti, secondo quanto i due componenti il gruppo consiliare d’opposizione Direzione San Lucido scrivono in una lettera spedita ieri al prefetto di Cosenza, al sindaco Antonio Staffa e al segretario comunale Fedele Vena, inficiati da «gravi illegittimità».

L’affidamento diretto dell’incarico a Furioso violerebbe innanzitutto una serie di articoli di legge; in secondo luogo non godrebbe della necessaria copertura economica in quanto «basato su un finanziamento promesso “per le vie brevi” dal presidente della Comunità montana Medio Tirreno e Pollino, finanziamento che è appunto solo una promessa»; in terzo luogo, secondo Pizzuti e Pastore, sarebbe «falsa» l’affermazione secondo la quale mancavano tra il personale municipale le figure professionali in grado di elaborare il progetto». I due consiglieri evidenziano inoltre che «esiste nel comune di San Lucido un settore tecnico terzo bis (urbanistica) cui è preposto un architetto».

Per quanto riguarda la delibera 32, Direzione San Lucido sottolinea che «la giunta municipale non individua il responsabile unico del procedimento, figura indispensabile nell’iter procedurale di ogni lavoro pubblico» e che è invece «citata la figura del direttore generale, non presente nè nell’organigramma del comune, né fra i consulenti del sindaco e della giunta in quanto - come già evidenziato in una delle ormai numerose lettere al prefetto - dalla data di insediamento dell’attuale amministrazione ad oggi non è stato emanato alcun decreto sindacale in merito alla nomina di un direttore generale od all’affidamento delle funzioni al segretario comunale e nemmeno è stato deliberato l’indispensabile parere preventivo della giunta».

Pizzuti e Pastore ribadiscono inoltre che «nessuna legge o statuto vigente in Italia prevede che il segretario comunale possa rivestire il ruolo o le funzioni di responsabile di settore, se non in casi eccezionali e dopo aver esplorato ogni altra diversa soluzione», e «non sembra essere questo il caso». Infine si domandano come mai il parere tecnico da allegare alla delibera 32 sia stato espresso da Vena piuttosto che da Furioso se questi aveva già preso servizio al momento dell’affissione dell’atto all’albo pretorio (ma la redazione della delibera è precedente alla data d’inizio del contratto). Direzione San Lucido, ciò considerato, chiede al prefetto di «esaminare gli atti in questione e di voler assumere i provvedimenti del caso».

3 Risposte »

  1. Egregia Sig.na Maria Francesca, ieri su un quotidiano locale ho letto l’articolo che così di seguito riporto:

    Pizzuti e Pastore accusano la Giunta per l’affidamento diretto di un incarico di progettazione ad un tecnico esterno

    DELIBERA ILLEGITTIMA, L’OPPOSIZIONE SCRIVE AL PREFETTO

    Torna alla carica il gruppo consiliare di minoranza “Direzione San Lucido” formato da Roberto Pizzuti e Loredana Pastore. In una lettera inviata al Prefetto, al sindaco e al segretario comunale i due ex amministratori evidenziano “le gravi illegittimità presenti nella deliberazione della giunta dell’Ente n. 32 del 19.06.2008 e negli atti ad essa collegati”. La delibera riguarda “l’affidamento diretto di un incarico di progettazione ad un tecnico esterno da parte del sindaco e del Responsabile del III settore f.f. (il Segretario Comunale)”. Il tutto sarebbe avvenuto, secondo Pizzuti e Pastore, “ tramite una semplice lettera, in dispregio di tutte le regole ed in particolare degli artt. 90 e 91 del d. lgs. 163/ 2006 (Codice dei contratti), dell’art. 107 della
    Legge 267/2000 (Tuel) e successive modifiche” e, soprattutto, “in assenza di copertura economica, in quanto – spiegano - l’incarico è basato su un finanziamento promesso “per le vie brevi” dal “Presidente della Comunità Montana del Medio Tirreno e Pollino”, finanziamento che è, appunto, solo una promessa e null’altro dovendo questo Ente (peraltro di fatto già sciolto) attivarsi presso la Cassa depositi e prestiti per ottenere i fondi necessari, in dispregio dell’art. 92 comma 1 d. lsg. 63/2006”. La necessità di assumere un altro tecnico, inoltre, sarebbe stata giustificata, secondo i due consiglieri di minoranza, con “la falsa affermazione della mancanza di figure professionali in grado di elaborare il progetto, mentre è noto che presso il III settore sono in servizio due geometri di pluriennale esperienza (Petrungaro e Romeo) e che in data 09.06.2008 con la deliberazione di Giunta Comunale n. 23 è stato assunto, alla direzione dello stesso settore, l’architetto Elio Furioso, il quale ha preso servizio in data 20.06.2008 (il giorno successivo alla estensione della deliberazione di che trattasi), peraltro provvedendo, dopo la restituzione dell’elaborato al tecnico incaricato dal Sindaco, alla redazione del progetto definitivo previsto dalla delibera n.32, mentre quello preliminare è stato redatto dal tecnico esterno; esiste inoltre nel comune di San Lucido un settore tecnico III Bis (Urbanistica) cui è preposto un architetto”. I due ex amministratori, inoltre, contestano il fatto il segretario comunale, anche in questo caso, abbia ripoperto il ruolo di responsabile di settore “in quanto già da dieci giorni era stata deliberata l’assunzione del Responsabile del III settore e che, peraltro, ha preso servizio il giorno successivo a quello di estensione della delibera di che trattasi”. E a tal proposito sottolineano, inoltre, che la delibera, “redatta in data 19.06.2008, è stata affissa all’Albo Pretorio del Comune solo in data 26.06.2008 ed allora non si capisce perché il necessario parere tecnico sia stato espresso dal segretario comunale e non dal Responsabile del III settore, architetto Furioso che, come già detto, ha preso servizio in data 20.06.2008 e che, quindi, alla data di affissione all’Albo Pretorio, era già presente da 6 giorni”.

    Può delucidarci Lei o chi altro sa, di quanto sopra. Grazie dell’ottima possibilità di confronto che Lei ci offre con un sito impeccabile dal punto di vista strutturale e qualitativo.

    Mi scusi ma ho sbagliato a collocare il commento.

  2. Al di là di quanto Pizzuti e Pastore hanno già sostenuto nelle due lettere precedenti al prefetto e compagnia bella riguardo alle funzioni del segretario comunale, richiamerei l’attenzione su quanto affermato relativamente alla copertura economica dell’assunzione. Il gruppo di minoranza sostiene che tale copertura sia garantita da un finanziamento solamente promesso da parte della Comunità montana. Ricordo che qualcosa di analogo accadde nell’iter di messa in funzione dell’acquedotto rurale. Ad un certo punto, la minoranza di Mario Amendola eccepì che l’acquedotto era stato finanziato tramite fondi soltanto promessi dalla Comunità montana. Anche in quel caso si parlò di illegittimità. La maggioranza di Carlo Borsani e Roberto Pizzuti sostenne, difendendo il proprio operato, che sicuramente portare l’acqua alle periferie sembrava più urgente che aspettare che si perfezionasse l’iter burocratico. Il 24 marzo 2007 scrivevo: “Per quanto riguarda l’acquedotto nel mirino c’è la copertura finanziaria del progetto che, per come confermato dalla maggioranza, al momento dell’approvazione non sarebbe stata completa: accanto ai 100mila euro concessi dalla Provincia di Cosenza e ai 50mila euro provenienti dal governo regionale, non erano materialmente presenti nelle casse comunali i 60mila euro soltanto promessi dalla Comunità montana di Paola, che furono inviati in seguito”. Un mese prima, nel consiglio comunale del 22 febbraio, il sindaco Borsani ammise che “la procedura non è stata lineare”, e la minoranza preannunciò un esposto alla Corte dei Conti perché “il progetto è stato approvato senza copertura finanziaria”.

  3. Se è così, credo che tutto questo oggi non è giustificabile “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. I problemi nella fase realizzativa dell’opera verranno fuori e alla fine chi viene penalizzato è l’utenza finale che non potrà godere, a breve termine, del bene.

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