Maria Francesca Calvano

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San Lucido - Mihaela, per non dimenticare

Di Maria Francesca Calvano • 14 Luglio 2008 • Categoria: san lucido

Da ieri mattina sui muri di San Lucido campeggia il nome di Mihaela Mahu, e con esso il ricordo della sua vita consumata e la condanna di chi, con gesto disumano, ha voluto farle del male. Tutto questo nel manifesto che l’amministrazione comunale cittadina, guidata da Antonio Staffa, ha voluto venisse affisso in paese per ricordare la giovane ventotenne di origine rumena, sanlucidana d’adozione, rimasta vittima di un incendio appiccato alla porta della sua casa coniugale, in cui viveva col marito Daniel Mahu, la notte tra il 13 e il 14 giugno.

Un fuoco acceso per intimidarla, per minacciarla, pare; un fuoco che l’ha uccisa, al diciottesimo giorno di un’agonia atroce. mihaela mahuMorta per le ferite, gravissime, che le fiamme hanno procurato alla sua pelle giovane e troppo fragile per resistere al fuoco, al dolore. Alla malvagità di chi, quella notte, le ha tolto la speranza di vivere ancora e meglio, di lavorare, di veder crescere quel figlio lasciato in patria, piccolo e indifeso più di lei. Chiunque sia il responsabile di tutto questo, quella notte si è macchiato le mani di sangue e di un assassinio che San Lucido non vuole dimenticare.

La memoria di Mihaela vive nelle parole del manifesto dedicato a lei: «Attonita nel silenzio della notte il 13 giugno 2008 la nostra San Lucido vedeva sfiorire un fiore i cui petali strappati dalla malvagità umana cadevano lentamente a terra in una tremenda agonia. Ad un mese dal compimento di un atto così ignobile e barbaro, l’Amministrazione Comunale di San Lucido non vuole dimenticare questo fiore il cui nome è Mihaela Mahu. Condannando aspramente ogni manifestazione di violenza, l’Amministrazione Comunale auspica che il nome di questa ragazza, che nella bella Italia tante speranze aveva riposto, non cadi presto nell’abisso della dimenticanza, ma piuttosto divenga per tutti noi sanlucidani - e per le generazioni future - un monito: affinché mai più qualcuno nella nostra terra si chini alle logiche perverse del male, affinché mai più qualcuno nella nostra terra possa dimenticare le parole che i nostri padri posero a baluardo della nostra Rocca Nicetina: “Chiunque tu sia non temere dentro questa Rocca… vi sia qui una retta volontà e verso l’amico e verso la legge”».

mihaela mahu manifesto comune san lucido

Nella foto, il manifesto affisso sui muri di San Lucido

46 Risposte »

  1. Un gesto opportuno, doveroso, giusto, da parte di chi ufficialmente ha il compito di rappresentare tutta San Lucido. Una terra che, non ho nessuna clemenza, TUTTA ora ha acceso (il termine e’ orrendamente appropriato) un debito inestinguibile con se’ stessa e con bambino in una terra distante, che aveva certo poco piu’ che il sogno di un ritorno. Ed ora nemmeno piu’ quello.

  2. Concordo….questo e un atto “sensato”! e meglio questo manifesto che una dedica ad uno spettacolo canoro….

  3. @ ghostdog

    Io spero che questo gesto infranga la cortina di silenzio “ufficiale” che mi pare si sia creata intorno a quello ch’è successo. Alla condanna ad alta voce che sarebbe dovuta arrivare forte e decisa da tutti i sanlucidani mi sembra si sia sostituito un certo cicaleccio di fondo. Come se non se ne potesse che parlare sottovoce. E dinanzi ad un fatto così grave sussurrare mi pare una vera e propria assurdità.

    @ JollyRoger

    Non capisco perché una cosa debba escludere l’altra.

  4. http://www.amanteaonline.it/amantea/html/modules.php?name=News&file=article&sid=7300

    difficile non prendere in considerazione queste notizie, non le pare, signorina? E, a parte tutto, il nome della povera signora casomai è Mihaela Petronela coniugata Mahu, Glie lo dico così, per dovere di cronaca. Visto che nemmeno i manifesti si riescono a scrivere con dignità e correttezza, senza cadere nella più bieca retorica … (questo vale anche per qualcun altro…).
    Cordiali saluti, Colletto
    p.s.: all’amico Ghost, rimpiango le nostre chiaccherate, ma preferisco la calma del mio salotto al cicaleccio dei bar di paese. Ma non è colpa dei bar….

  5. @ Colletto bianco

    E lei fa bene a prenderle in considerazione.

  6. Caro Colletto Bianco, e’ un vero piacere rileggerla! :D Le sue osservazioni sul manifesto affisso, come al solito, sono piu’ che pertinenti purtroppo. Ci sono casi pero’ in cui diviene opportuno, se non indispensabile, sorvolare sulla forma (per quanto terribilmente scarsa) delle cose, per privilegiarne la sostanza. Quel che conta non e’ cio’ che e’ stato maldestramente scritto sul quel manifesto, ma il senso di cio’ che esso aspira a trasmettere. E credo che questo senso sia stato colto, da alcuni. Tanto basta.

    Detto questo, mi corre l’obbligo di farle notare: a) che la sua presenza e i suoi interventi contribuivano non poco a zittire parecchie “cicale”, e che quindi il suo silenzio non ha certo migliorato la situazione. b) che purtroppo io, per cause non dipendenti dalla mia volonta’, non ho la possibilita’ e l’onore di frequentare il suo salotto. Per questi motivi, e non dimenticando il mio egoistico diletto nel leggerla, torno ad invitarla a scrivere su questo blog.
    Con stima ed amicizia.

  7. Ho letto da qualche parte che chi s’adatta alle circostanze, le crea.

  8. Evidentemente sta parlando per se, Signorina. Perché personalmente non mi adatto facilmente, mi creda, e la sua risposta, reiteratamente stizzita, mi fa pensare che un buon giornalista quantomeno sa chiedere scusa, allorché incappa in errori d’omissione. Lo fanno i grandi, perché non lo sa fare pure Lei? La ringrazio Ghost, ma lo sa che mi chiedo chi glie lo fa fare di perdersi dietro a queste tristi storie di paese..? Non vede quanta commedia dell’arte, pantomima c’è in questo avvicendarsi di notizie..? Credo sarebbero un ottimo canovaccio per grandi artisti del calibro dei De Filippo. Almeno loro sapevano ironizzare delle bassezze umane. A San Lucido c’è da imparare molto, l’ ABC del buon senso, per poi passare all’ABC del vivere civile, cercando di arrivare all’ABC del vivere sociale. Crede Lei, mio caro Ghost , che sapere se è meglio la signorina Nava o gli altri, aiuterà i san lucidani a far piazza pulita dei numerosi dottor Balanzone della nostra provincia?? (ho detto piazza pulita, il che non vuol dire dar fuoco alla gente … )

  9. Caro Colletto, vorrei mettere un attimo da parte la terrificante vicenda di Mihaela, che (avra’ intuito dai miei commenti) mi ha colpito in modo del tutto particolare, per puntualizzare con Lei un paio di concetti. Personalmente credo d’essere assai piu’ lontano io dalle beghe di questo paese, sovrastato (come le appaio) dal cicaleggio di questo blog, che lei nel suo solitario eremo salottiero. Lo evinco dalla stizzita amarezza delle sue parole, se non da altro. Io qui mi diverto, creda. Tra un impegno di lavoro e l’altro, scrivere di Pizzuti, Amendola e compagnia cantante, per me e’ semplicemente un diversivo. D’altra parte la commedia dell’arte nasce per questo: per divertire lo spettatore. A patto che egli sappia pero’ distinguere tra palcoscenico, quinte e platea. Ed e’ esattamente cio’ che non riescono a fare i Balanzoni cui lei fa argutamente riferimento. Detto questo, vorrei farle notare (ma lei lo insegna certo a me) che le cose a livello nazionale non si presentano affatto meglio, tutt’altro. La differenza, se c’e', e’ solo di quantita’. Prenda dunque le cose con piu’ leggerezza e torni a farci sorridere con le sue sagaci e ironiche osservazioni.
    Cordialmente suo.

  10. Ad un tratto non mi ero accorto che vivevo in un paese di intellettuali da salotto e di gente dal rigo raffinato, bhè mi rammarica il fatto che ad oggi tali intellettuali si sono rinchiusi tra i loro tomi e il loro lessico altisonante senza elargire al popolino la loro illuminante cultura affinchè potesse anch’esso elevarsi :”sic itur ad astra”!!

  11. @ Ildebrando:
    Dovessi leggere uno scritto di Colletto Bianco men che raffinato, provvedero’ immediatamente a prenotare una visita oculistica.

  12. Non metto in dubbio l’arte dello scrivere dei commentatori di questo blog, ma era una mera considerazione al fatto che la cultura viene solo utilizzata per dar lustro al proprio io, e non a servizio del prossimo come ben altri Intellettuali fanno. Lungi da ben ogni qualsivoglia critica nei confronti di chicchessia, me ne guarderei bene, non è mio costume farlo, lascio ad altri questa l’attività delle quisquilia.
    “sic itur ad astra”

  13. @ Ildebrando:
    Non ho alcun dubbio. Ma tra i “servizi” offerti da costoro, non trovera’ di certo pretenziose lezioni di bon-ton filosofo-blogghistico, peraltro impartite abbastanza a sproposito. Men che meno lo stucchevole sfoggio di latinorum ogni 3 per 2, manco fosse una confezione di pelati in offerta al discount.

  14. Mi rallegra il “ritorno” del caro Colletto Bianco, il suo lessico e il suo piglio sono davvero molto arguti, intelligenti e atratti divertenti. Mi rammarica che il caro Ildebrando, invece, non si sia accorto che di persone così non ce ne sono tante in paese, e quelle che ci sono e, soprattutto, hanno cercato di mettere il proprio “io al servizio del prossimo”, sono state fatte scappare via a gambe levate, per i motivi più futili o egoistici, come quando si deve correre a vedere una finale di coppa e si lascia il caffè sul bancone del bar….(metafora prettamente “paesana”….ahahahahah)

  15. @ corri san lucido
    Mi rammarica molto leggere delle considerazioni che scivolano nel più puro qualunquismo, ma non temere non sei solo in questo coro, è una caratteristica del nostro paese – e oserei dire dell’intero Bel Paese- piangersi addosso e sventolare la bandiera della FUGA DEI CERVELLI.
    Vorrei conoscerli tutti questi geni sanlucidani che sono scappati dal nostro paese, e poi perché sono fuggiti? Sono stati costretti da qualcuno,da qualcosa? Se si continua a fuggire il paese rimarrà sempre nello stesso punto, invece il vero Intellettuale non ha bisogno di fuggire per dar sfogo al proprio estro, anche tra quattro mura riuscirà a dare qualcosa all’umanità ( vedi Leopardi).

  16. @ Ildebrando:
    Specialmente tra le quattro mura di casa del suddetto “intellettuale”, ovvero nel suo salotto. E qui il cerchio si chiude, caro Ildebrando, con una sua perfetta capriola che la fa tornare all’esatto punto di partenza, dal quale Lei ha iniziato questa a dir poco speciosa polemica. Il problema e’ che e’ atterrato girato di spalle, rispetto alla posizione iniziale, dato che in questo ultimo commento ha affermato l’esatto contrario di cio’ che aveve polemicamente rimproverato a Colletto Bianco: ritirarsi “tra i suoi tomi”. Lo spirito polemico fine a se’ stesso e’ una brutta bestia, che se non vien tenuta un poco a bada, ci porta dritto la’ dove non vorremmo mai andare ;)

  17. @ ghostdog

    IMPECCABILE, RAFFINATO ED OCULATO. Complimenti (ahoo quanno c’è vole, c’è vole)

  18. La polemica non è mia compagna di pensieri , nè il mio tempo è dedito all’arte dell’inutile ciarlare, chiedevo solo agli Illustri lor signori dove fossero questi loro compagni di salotto poichè fino ad ora, io ,popolano ,del loro contributo nulla avevo visto. Se poi nel vostra raffinatezza c’è anche un pizzico di malsana tracotanza che vi far vedere attorno solo il fumo del non proficuo ciarlare questo non è problema mio: io rispondo solo di ciò che vedo, e fino ad ora di “filosofi” condottieri ben poco ne ho visti. Spero che questa querelle - non per mia volontà aperta- si possa chiudere qua,continuar sarebbe un’ offesa al v(n)ostro intelletto!!! Se per caso col mio dire ho urtato la sensibilità altrui, questi non me ne voglia, so di essre non Dio ma IO!

  19. Esistono salotti e salotti: il primo intendeva descrivere quei salotti tanto raffinati quanto inutili, fatti di discussioni che, per quanto intellettuali, restano lì, tra quelle poche persone che parlano, per fare un esempio…alcune discussioni su questo blog (presenti anche in questo articolo) fatte di parole raffinate, auliche, ma che restano parole, buttate al vento o comunque lì ferme e l’unica considerazione che si può tirare fuori leggendo tali cose è che esistono persone che si innalzano a gradi nobil-intellettuali rispetto alla società popolare che discute di un concerto o della politica paesana.Per Voi è di certo una cosa noiosa per riderci su; per noi ignoranti è un modo per discutere e confrontarci, lasciando voi nei vostri salotti a consumare aria usando parole inutili e ferme, noi cerchiamo di muovere qualcosa, di lasciare almeno un segno, in qualche modo: proprio come fece un certo Leopardi, che per una breve vita è rimasto chiuso nel suo salotto (inteso come luogo di studio) e tra i suoi tomi a sviluppare una cultura che col tempo è servita al mondo, è diventata patrimonio del cervello e del cuore di ogni persona. collettibianchi,canifantasma o chissà chi, le bassezze umane, in quanto tali, appartengono alla vita quitidiana, ciò vuol dire che le bassezze umane siamo noi, senza gradi, senza distinzioni ed è forse questo uno dei messaggi che i fratelli De Filippo (vedi citazione) o anche Totò volevano far intendere. Forse non è stato recepito da tutti.

  20. @ Ildebrando:
    Lei “sa di non esser Dio”? Mmh.. La ringrazio per la precisazione. Evidentemente non era ben chiaro, dal momento che Ella ha ritenuto utile e necessario sottolinearlo con tanta forza.
    Ad ogni modo, pur avendo Lei ammesso di non rivestire i panni del Massimo Fattore, la inviterei nel suo piccolo ad assumersi almeno la responsabilita’ e la paternita’ delle discussioni che LEI ha iniziato, intervenendo come ha fatto, in modo provocatorio in una dialogo che non l’aveva per nulla chiamata in causa, e classificando i partecipanti a tale discussione come “intellettuali da salotto”:

    ” Ildebrando on Luglio 14 2008 at 5:05 pm:
    Ad un tratto non mi ero accorto che vivevo in un paese di intellettuali da salotto e di gente dal rigo raffinato, bhè mi rammarica il fatto che ad oggi tali intellettuali si sono rinchiusi tra i loro tomi e il loro lessico altisonante senza elargire al popolino la loro illuminante cultura affinchè potesse anch’esso elevarsi :”sic itur ad astra”!!”

    Prima dunque di parlar d’offese all’intelletto di chicchessia, abbia la compiacenza di badare a quelle che scrive Lei per primo. Carta canta. Ed eviti piuttosto, in futuro, di sputar sentenze su coloro che scrivono in questo blog (anche perche’ nemmeno sa di chi diamine sta parlando). Vedra’ che senz’altro a nessuno saltera’ in mente di risponderle per le rime.

  21. @ Voci Stonate:
    Avrebbe la compiacenza di chiarirmi cos’altro farebbe Lei in un blog, oltre a scrivere e leggere e cioe’ scambiare idee e opinioni? Che mi sia sfuggito qualche menu segreto, in questo sito? Non so, invece di “invia commento”, “svuota cassonetto”? Oppure “allaccia acquedotto”? “Modifica bilancio di previsione”? Pendo dalle Sue labbra..

  22. Ora che ci penso, un giorno potrei cambiare destinazione d’uso e trasformare questo blog in uno studio d’architettura, in un’autofficina oppure in una pizzeria. Tanto per poter dire che qui non si fanno solo parole :p

  23. Sono io che corro…non lei, mio caro Papa Ildebrando, quindi vada più piano, rifletta e poi, forse parli. Chi ha parlato di salotti? chi ha parlato di cervelli in fuga? Io ho semplicemente detto che quello che vedo da anni: poche persone che in un modo o in un altro manifestano la loro intelligenza, commpetenza, e forse anche, a questo punto ci sta, superiorità culturale, cioè l’essere al di fuori del coro, il cercare di migliorare e migliorarsi, il proporre nuovi modi di concepire la nostra socità, in una parola, l’apertura mentale….poche persone ripeto…che però per la grettezza e superficialità di Macondo, sono “scappati”….non ho detto all’estero ma semplicemente allontanati da un coro che era troppo occupato a ciarlare…

  24. caro ghostdog,
    a me le parole, o almeno solo quelle non piacciono, seppure vivo con loro. La mia passione è fatta di parole, il mio cervello è fatto di parole.Ma ritengo che queste devono servire a qualcosa: a cosa serve un blog (fatto molto bene) se al suo interno ci sono solo parole? Mi spiego, “tecnicamente”, praticamente, è ovvio che qui è possibile leggere solo parole, e non mi fa sorridere quando mette in mostra la sua capacità di disinformare o di ridicolizzare le idee altrui, non sono un deficiente. Tutti i giornali che si rispettano non fanno semplice informazione, ma attraverso questa, creano indignazione, riescono a smuovere, in positivo o in negativo gli animi dei lettori, che sviluppano un’idea in merito ad un argomento, quindi una reazione, che può essere di tutti i tipi, manifestazioni, raccolte di firme (ecc.), tutte “reazioni socialmente utili”. Penso che questo modo di fare sia sacrosanto per la vita di una società. Senza prese in giro, “architetture, autofficine o pizzerie”… se in quei luoghi succede tutto ciò, beh, allora invito tutti a visitarli, così almeno non staremo solo a parlare inutilmente.

  25. @ Voci stonate

    Se tale è il valore che attribuisci all’informazione, ugualmente dovresti apprezzare un luogo nel quale non si fa che questa. Questo blog è fatto di parole e non potrebbe essere altrimenti, a meno che, come dicevo, non si trasformi in una pizzeria o in un’autofficina: in quel caso qui si farebbero solo pizze o si aggiusterebbero macchine. Un blog è un luogo votato al dibattito e i contributi alla discussione, innanzitutto quelli “raffinati”, stimolano il confronto, le “reazioni” che vuoi: non ti pare un buon punto di partenza, una buona base sulla quale costruire i fatti?

  26. @ Voci Stonate:
    Temo che Lei faccia un poco di confusione tra due concetti assai differenti: “informazione” e “propaganda”. Le testate che fanno propaganda (ossia quelle che omettono delle informazioni importanti, informando unilateralmente, o che addirittura distorcono e falsificano le notizie) sono proprio quelle che io “rispetto” meno, guardi un po’. Non e’ compito del giornalista “creare indignazione”, tutt’altro. Il bravo giornalista deve riferire, punto. A “latere” puo’ dare la sua opinione, ma ben evidenziandola come tale. L’informazione tout court, senza addittivi: NULLA e’ piu’ “socialmente utile” e “rivoluzionario”. Il resto e’ MANIPOLAZIONE di chi legge, nient’altro. Questo e’ l’abc del giornalismo, chieda pure in giro.

    Detto questo, sto aspettando tutt’ora da Lei indicazioni pratiche su questi fantomatici “fatti” (e non parole) di cui parlava, realizzabili in un blog.

  27. ma hai detto quello che intendevo dire io: le parole devono essere la Base per queste reazioni, Santa è l’informazione e Santo è anche il tuo blog, pensa soltanto che studio fuori e solo grazie a questo sito riesco a sapere che succede a san lucido. Le parole Devono costruire i fatti, e sai meglio di me che le parole sono una potente arma, pensa che riesco ad “far male” io se durante una mia serata faccio canzoni con un significato che viene carpito da chi mi ascolta…eppure è semplice musica. Io credo nella forza, e la polemica sui “raffinati” vorrei precisarla: leggendo i primi commenti di questo articolo si legge chiaramente una discriminazione culturale, ci sono personaggi che si innalzano a sapienti sbeffeggiando quasi le vicende di cui noi parliamo e tu scrivi, come se fossero cazzate (e perdonami la parola), nel momento in cui cazzate non sono, anche se ridicole, comiche, o tragicomiche.

  28. Caro ghostdog, lei non mi capisce. E’ vero, forse sono un po’ rivoluzionario, però ritengo che oggi tutto deve servire a creare movimento, ci stiamo annichilendo piano piano di fronte a tv, politica e giornali propagandistici……….ma non andiamo fuori tema..
    Ripeto, è ovvio che su un blog i “fatti” non sono possibili, e ri-ripeto, non sono deficiente, è ovvio pure d’altronde, che le parole e le discussioni da salotto, non servono a niente, e semplicemente ci resto male, in quanto sanlucidano, se si ridicolizzano in maniera persino discriminatoria le vicende politiche e sociali come ha scritto qualche commento fa nella discussione con collettobianco. Sono opinioni personali e rispettabilissime, ma lei è anche la persona che ammiro di più in questo blog, mi è sempre piaciuto leggere le sue “raffinate” parole, che sembravano dettate da una mente e dette da una persona al pari con le altre; leggendo quelle parole ho capito che non la pensa così, e allora tutto quel raffinato, diventa intuile.
    I fatti… dipende da noi, io metto a disposizione le mie armi che servono (spero) a dare un messaggio comprensibile, e che hanno come base l’informazione.

  29. @ Voci stonate

    Non ho detto che le parole devono essere la base perché avvengano queste reazioni. Ho detto che un blog è fatto di parole e che, se esse possono essere da stimolo per la riflessione, ben venga. Ti facevo notare che non mi sembra giusto che tu metta in discussione il fatto che qui “si facciano solo parole”. Al tuo posto accoglierei con meno spirito polemico le osservazioni di ghostdog o di Colletto bianco. Non credo che il loro sia disprezzo delle vicende sanlucidane, ma, come dire, un’opinione distaccata. Se sbaglio mi correggano.

  30. Mentre il popolo gridava :”Abbiamo fame”, la regina diceva: “Date loro le brioche”

    @gostdog
    Mi meraviglio che Lei non abbia capito la mia metafora , volevo semplicemente dire che non sono perfetto come Dio e che anche io nella mia imperfezione posso errare….mah!
    Con il mio sfogo mi premeva semplicemente sottolineare il fatto che con le solo parole nulla mai si è visto, è necessario unire la teoria con la pratica..

    @corri san lucido
    Da buon Pontefice medito, rifletto e poi sentenzio ;-) !! A parte tutto, forse il mio parlare non è stato chiaro come avrei voluto, volevo solo sottolineare che io in tutti questi anni non ho mai visto le sucitate persone di culture del nostro paese che , sebbene non gli sia mai stata data la possibilità di manifestare il proprio estro, non si sono neanche mai affacciate timidamente sul proscenio del nostro paese..oppure noi del popolo non siamo mai riuscite a vederle…

  31. ….I’m sorry!…ma non c’è più cieco di chi non vuol vedere….e poi queste arcaiche diztinzioni tra ceti, ma che vecchiume!!! In questa epoca di globalizzazione ancora si parla di distinzioni “di popolo”? questo mi da molto fastidio, il voler dividere San Lucido(e non solo) tra bravi e cattivi, cultura e popolo, campagna e paese(non era città??) il mio invito, infatti, è solo quello di “Open your mind”….non rimanete chiusi nei pregiudizi, nei preconcetti…se c’è qualcuno che sembra saperne più di noi, invitiamolo pure a casa, ne usciremo arrichiti entrambi! Acasa, come in un blog fatto CHIARAMENTE di parole…

  32. Beh allora evidentemente quello “distaccato” sono io. Per me le parole hanno significato e possono far bene o far male, e soprattutto servono. Ovviamente continuo per la mia strada, con i miei strumenti, con le mie parole e con i miei Messaggi rivolti a voi durante le mie magari inutili serate, e spero che passeggiando per san lucido una di queste sere ascoltate un po’ di musica, vi avvicinate…e capite musica e parole, parole e reazioni.
    Evidentemente quello che prospetto per un futuro dove le persone oltre che parlare potranno mettere a disposizione le loro parole per il sociale e per tutti (parlo di persone comuni come noi) non è consono a quelli che sono i canoni odierni o forse della nostra piccola società sanlucidana.
    Non mi dispiace stare fuori dal coro, del resto il mio nick è Voci Stonate, e spiega un po’ tutto.

  33. @ Voci Stonate:
    Maria Francesca ha detto bene: non mi pare di aver avanzato pretesa alcuna di superiorita’ intellettuale o cose del genere, anzi. Mi sembra di aver sempre risposto a tutti, senza assumere atteggiamenti altezzosi o discriminatori. Certo ho un modo di scrivere ironico, a tratti canzonatorio, non lo nego.. fa parte del mio carattere; ma anche quello di Ildebrando spesso lo e’ (e altri), e nessuno si sogna di dargli dell’intellettuale snob. Francamente non le capisco, tutte queste “distinzioni”.. la penso come Corri San Lucido, in proposito. Colletto Bianco ha scritto quello che pensa dell’atteggiamento di molti sanlucidani. Si puo’ dire che sbaglia o che e’ nel giusto (motivandolo, possibilmente), ma dargli dell’intellettuale da salotto solo perche’ scrive che “A San Lucido c’è da imparare molto, l’ ABC del buon senso, per poi passare all’ABC del vivere civile, cercando di arrivare all’ABC del vivere sociale”, mi pare scorretto. Scorretto perche’ si risponde ad una critica (peraltro generale) sui comportamenti con un’offesa personale. Oppure e’ permesso criticare il comportamento dei sanlucidani (e di molti italiani) solo a forza di “BASTA!”, “VERGOGNA!”, e via discorrendo?

  34. @ ghostdog

    Sottoscrivo.

  35. @ Ildebrando:
    Come per i fatti, anche le parole devono essere quelle “giuste”. Il dialogo da Lei citato e’ mal riportato. Quello esatto e’: “Maesta’, il popolo non ha pane!” Maria Antonietta: “Che mangino brioches!”. La frase, cosi’ corretta, acquista un senso assai piu’ preciso. Come vede, le parole sono essenziali. A volte sono tutto quello che abbiamo. Specialmente in un blog.

    P.S. Avevo capito perfettamente, ed e’ proprio per questo che le ho risposto ironicamente. Perche’ cio’ che ha fatto Lei (confrontare la Sua imperfezione con la perfezione di Dio) non si definisce “metafora”, ma “paragone” ;)

  36. @gostdog

    il paragone non è citato tra l’elenco delle figure retoriche… la metafora è un paragone!!su questo stia attento lei…visto che della parola Lei nè fa un’arte personale, affievolisca la tecnica ( le ricordo il carducciano binomio: ars et ingegnum)

  37. In ogni modo mi permetto di avenzare una proposta : per rendere realmente utile questo blog , e sopratutto dare spazio ai nostri pensieri in merito a ciò che succede nella nostra Città, evitiamo noi tutti partendo da Papi,cani, maratoneti e colletti di attaccarci l’uno al rigo dell’altro quasi che dovessimo fare una gara di sarcasmo, stile o raffinatezza, ritorniamo ad un commentar più pacato e sopratutto più inerente hai pezzi scritti dalla Sig.ina Calvano.
    Naturalemente è una proposta!

  38. …..Applicala tu in primis….mio caro Papa

  39. @ Ildebrando:
    Errore grossolano. Consulti un qualsiasi dizionario e scoprira che, mentre il paragone e’ un RAFFRONTO fra due o più termini per stabilire affinità e differenze, la metafora e’ una SOSTITUZIONE di un termine con un altro che ne richiama il significato per analogia. Dunque due concetti del tutto differenti. Per capirlo basta cercare d’immaginare a cosa scadrebbe l’intera produzione poetica mondiale, se si sostituisse l’uso della metafora con quello del paragone.

    Riguardo la sua proposta, mi permetto di respingerla. Preferisco mantenere (sempre che la redattrice del blog sia d’accordo) la mia liberta’ di opinione e stile. Ne’ capisco bene questo voler dare “istruzioni” per dire agli altri come e cosa hanno da scrivere. Inoltre le suggerirei di evitare di dare giudizi, piu’ o meno velati, sull’utilita’ o meno di questo blog; oltre che errati, li trovo francamente inopportuni. Non dovrei essere io a rammentarle che quando si e’ OSPITI, occorre rispettare un minimo di regole di buona creanza.

  40. @gostodog
    Non saranno molto d’accordo con lei autorità molto più illustri in merito a retorica poetica, che ho l’onore di ascoltare sulla mia Rocca di Sapienza.

    In merito alla mia proposta, mi rammarica che i suoi occhi leggano ciò che io non ho scritto!
    In tutta sincerità-e se ho un pregio è proprio quello di cercare di perseguire sempre la verità- le mie parole non sono state intinte nel fiume della cattiveria e della saccenza, ma piuttosto in quello della serenità di scambio di pensieri, e auspicavo che proprio per sgrossare questo blog, e per dar luce agli scritti della Sig.ina Calvano -e sopratutto al loro contenuto-, si potesse abbandonare la vena polemica che da qualche “commento” si era accessa fra noi commentatori sopratutto in merito al come si commentave e non su cosa si commentava.
    E carissimo corri san lucido: il suo commento non è indispensabile ad ogni mio dialogo con gostodog- siamo tutti liberi di scrivere, certo- ma a volte ci vuole anche la bontà di risparmiare inutile parole- forse lei non ha capito il senso del mio precedente commento, me ne dispiace, forse non so esprimermi, non ho il dono di farmi comprendere ma conosco i miei limiti e dinnazi questi IO mi fermo!

  41. @Ildebrando:
    Ecco bravo, si fermi qui che e’ meglio. E visto che c’e', chieda pure alle sue autorita’ in materia “retorica poetica”(che senza meno frequentano il salotto di casa Sua un giorno si e l’altro pure, altro che Colletto Bianco) maggiori lumi sul termine “SACCENZA”, da Lei appena usato come offesa nei miei confronti. Vedra’ che la informeranno immediatamente del suo colossale svarione. Il termine in italiano corretto infatti risulta essere (consulti pure il dizionario o ne acquisti uno): “SACCENTERIA”. La chiuda qui, Ildebrando, mi dia retta. Non sta mancando neppure una sola occasione per saggiamente tacere, evitando di sommare gaffe a figura barbina; facendo a se’ stesso solo un pessimo servizio.

    P.S. Storpiare il nome (o nick che sia) e’ un puerile espediente che usavo alle scuole medie per dileggiare i compagni antipatici. Lei e’ grande, grosso e “cresciutone”, quindi veda di piantarla con queste ridicole bambinate.

  42. Ancora una volta lei invece dà dimostrazione di come i suoi occhi vedano solo cattiveria e non altro, non conosce i refusi di stampa o gli errori di battittura?? mi scusi se il suo nome prezioso sia stato storpiato, e scenda dal piedistallo ogni tanto, vedrà che le cose sono molto più semplici di come le vede lei dall’alto.
    Il suo post scriptum è del tutto fuori luogo e le lezioni di italiano vada a darle a qualcun’altro, le dico- come lei in quale commento mi disse- non sa con chi sta parlando, quindi ponderi le parole che usa!

    P.S.: Mi fermo quando lo dico io,non accetto ordini da un perfetto sconosciuto.

  43. @ghostdog

    Radobla canoscenza/ che ‘n voi tuttora mira,/ ché chiunque vo mira/non ha consideranza;/ m’avete ben SACCENZA/ che chi voi serve e smira/ non pò fallir, se mira/ vostra consideranza.
    Guininzelli.

    N.B.: citazione tratta dal Grande Dizionario della Lingua Italiana- che ho appena comprato dopo il suo consiglio di munirmi di un vocabolario prima di parlar- , curato da Tullio De Mauro, in merito alla voce ” saccenza”,di cui il suo lessio frequenziale evidentemente non è munito.

  44. @Ildebrando:
    Ahime’, mi costringe mio malgrado a farle fare l’ennesima figura barbina. Il senso del termine “saccenza” (ormai desueto da secoli), e’ esattamente OPPOSTO rispetto a quello che Lei ha preteso imprimergli. Infatti, mentre “Saccenteria” -significa oggi attitudine all’emettere sentenze, pretenziosità fastidiosa, “Saccenza” (termine scomparso oggi dai vocabolari) in passato stava per CONSAPEVOLEZZA-. E se avra’ la bonta’ di leggere e cercare di comprendere (oltre a copincollarle) il senso degli scritti che cita, dai medesimi versi del Guicciardini, se ne accorgera’. Controlli. Ribadisco: la finisca qui. Fara’ certo un gran servizio a se’ stesso.

    P.S. Quanto agli stucchevoli esercizi del piu’ vieto “Lei non sa chi sono io!!: se avessi tanto di baffi, certo starebbero tremando di timor panico. Ma per sua sfortuna ne sono sprovvisto.

  45. @ghostdog

    Mentre lei si limita ad apprender nozioni dal vocabolario, io mi alleno ad ampliare il mio, e non mi fermo ad usare vocaboli che solo ora sono in uso, ma abbraccio interamente la mia lingua, della quale ho parecchia consapevolezza, forse lei non sa bene ricercare, certo se legge WIKIPEDIA andrà molto lontano..
    La mia citazione non era una indisponente e pedantesca ostentazione di cognizioni, ma voleva solo dimostrare come l’uso del termine “Saccenza” non fosse errato e che proprio come l’usò GUININZELLI anche io lo utilizzo per sottolinera determinate sfumature- che può cogliere leggendo interamente i versi che ho citato-, se poi lei ama far mostra di sè , faccia pure, IO NON DETTO ORDINI, IO SONO VOLTERIANO IN QUESTO!
    Ma la prego di una cosa: la smetta di usar la bella lingua per scalfire qualcosa, con me non ci riesce, le sue parole rimbalzano come palla al muro!

    Il ” Lei non sa chi sono io!” è una sua citazione, che riprendevo da qualche commentò fa che fece nei mie confronti!

    Aspetto la sua ineccepibile critica, anzi polemica.. ormai i suoi scritti sono come manna discesa dal cielo! ( Chieda alla Sig.Calvano di far uso del colore, così sottolinerà i miei errori in blu e in rosso!)

    A presto cara maestrina dalla pennetta rossa!

    (P.S.: che l’uso del femminile non divenga motivo di offesa, credo che capisca da sè- non ho nulla da insegnarle io- il perchè non la trasformo al maschile)

  46. @ Ildebrando:
    La sua metafora (questa si, stavolta) che identifica Lei stesso come “muro che fa rimbalzare le parole come la palla”, la trovo azzeccatissima. Parlar con Lei restituisce infatti quella esatta sensazione.

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