Maria Francesca Calvano

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San Lucido - In consiglio il caso Calomeni. C’è anche la Consulta giovanile

Di Maria Francesca Calvano • 25 Luglio 2008 • Categoria: san lucido

Si riunisce questa sera alle ore 20.00 il consiglio comunale di San Lucido. Quattro i punti all’ordine del giorno. A parte il secondo (solidarietà “al popolo tibetano e alla politica non violenta di dialogo”), gli altri punti riguardano più da vicino la vita cittadina. Innanzitutto la compatibilità degli amministratori.

Il capitolo sull’argomento si era aperto a poche settimane dall’insediamento, quando era scoppiato il caso Calomeni. vittorio calomeniIl consigliere di minoranza aveva allora smentito le voci: «Non esiste alcuna incompatibilità e chi sostiene il contrario lo fa per interessi personali». L’unica pratica in corso, aveva aggiunto, «è un decreto ingiuntivo promosso due anni fa, che non credo possa determinare incompatibilità».

Un mese dopo Giuseppe Cavaliere, da privato cittadino, aveva protocollato in municipio formale richiesta di verifica della compatibilità di tutti gli amministratori, richiesta che il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco dichiarò accolta, annunciando di aver avviato un’indagine interna.

Nell’attesa di conoscerne i risultati, dall’opposizione il gruppo Direzione San Lucido, coordinato da Roberto Pizzuti, due settimane fa aveva dichiarato incompatibili due consiglieri di maggioranza: Franco Nesci e Armando Mazza. Il primo in quanto «parte attrice» in una causa civile e il secondo «ricorrente nei confronti del Comune di San Lucido per il riconoscimento della morte, a suo dire derivante da causa di servizio, del proprio genitore Mazza Franco, già dipendente comunale».

Questi tuttavia respingono le accuse. «Ci si aggiorni meglio perché non ho nessun contenzioso col comune», sostiene Mazza. «La causa si è già risolta anni fa», dichiara Nesci. Tornando ai punti all’ordine del giorno, rilevante quello sull’approvazione di statuto e regolamento della consulta giovanile.

Infine, un argomento che farà senz’altro discutere: l’integrazione del programma triennale dei lavori pubblici e del programma annuale.

9 Risposte »

  1. Saga avvincente, quella di Kaloman e degl’incompatiboli. Attendo di conoscere gli sviluppi con trepidazione :p

  2. Prossimamente su questi schermi :p

  3. CHE STRANO PAESE COME SI PUO’ CANDIDARE UNA PERSONA ALLA CARICA DI SINDACO E POI LA STESSA PERSONA CHE LO HA VOLUTO A TUTTI I COSTI CANDIDATO RICORRE PER LA SUA INCOMPATIBILITA’ CARI CONCITTADINI SIAMO ALLA FRUTTA

  4. Beh, se vogliamo parlare di “fedeltà elettorali”, dobbiamo anche domandarci se l’alleanza stretta da Calomeni con Amendola sia conforme allo spirito che caratterizzava la lista che lo ha candidato a sindaco, come si sa fortemente voluta da Giuseppe Cavaliere. Dia una lettura a questo, magari.

  5. @ Acquario59:
    La spiegazione e’ piu’ semplice di quanto possa sembrare a prima vista. Probabilmente Cavaliere non era al corrente del contenzioso che Calomeni ha (o avrebbe, lo scopriremo) con il Comune. Tutto si puo’ dire di Giuseppe Cavaliere, meno che chiuda un occhio su questo tipo di faccende. Inoltre e’ mia opinione che ci fosse un accordo di avvicendamento tra i due, in caso di sconfitta alle elezioni, per la carica di consigliere comunale; accordo che Calomeni s’e’ guardato bene dall’onorare. Per l’ex consigliere di maggioranza, poi defenestrato da Pizzuti, la definirei la classica scivolata sulla buccia di banana politica.

  6. CARA MARIA FRANCESCA NON NASCONDIAMOCI DIETRO IL DITO,CAVALIERE NON HA SOLLEVATO LA QUESTIONE PERCHE’ CALOMENI A VOTATO IN CONSIGLIO ASSIEME AD AMENDOLA MA PERCHE VOLEVA CHE CALOMENI SI DIMETTESSE E LUI DIVENTAVA CONSIGLIERE QUINDI LA QUESTIONE NON E’ POLITICA BENSI’ PERSONALE

  7. @ Acquario 59
    @ ghostdog

    Secondo il mio parere, sono fattori da considerare entrambi: da una parte l’accordo (disatteso) tra i due secondo cui, in caso di sconfitta elettorale, Calomeni doveva lasciare il posto a Cavaliere in consiglio; dall’altra, la scelta successiva alle elezioni da parte di Calomeni, che segue, anch’essa, una direzione contraria rispetto ai fatti pre-elettorali. Ma non sottovaluterei la rilevanza di questo secondo elemento: probabilmente se Cavaliere avesse visti comunque rappresentati i principi della lista in consiglio comunale da colui che dovrebbe incarnarli, cioè Calomeni, non avrebbe sollevato la questione incompatibilità. Chissà.

  8. @ Maria Francesca:
    Certo e’ che in passato Cavaliere ha respinto tutte le avances di Amendola, quindi la Sua analisi coglie nel segno. Personalmente sono convinto che scoprire che il candidato sindaco da lui sponsorizzato sapeva di avere un contenzioso col comune, deve averlo fatto arrabbiare piu’ di ogni altra cosa.

    @ Acquario59:
    Cavaliere in passato ha dato ampiamente prova di non essere poi cosi’ “attaccato alla poltrona”, non risparmiando denunce su denunce nei riguardi della giunta Borsani, di cui pure era assessore, tanto che Pizzuti, non potendone piu’, gli ha dato il benservito. Quindi la Sua interpretazione pare quantomeno riduttiva.

  9. @ ghostdog

    Concordo appieno, anche su quanto dice ad Acquario 59.

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