Attendere prego, linea (24) occupata

Chi ha partorito il piano dice di averlo fatto per il loro bene, perché non siano più costretti a farsi due chilometri a piedi fino alla fermata dell’autobus. Dice che questa novità di una linea in più garantirà un servizio più efficiente. E poi l’autobus, che vuoi di più?, andrà a prenderli direttamente sotto casa. O meglio: sotto il centro. Di accoglienza. Quello di Borgo Mezzanone, il secondo in Italia dopo quello di Lampedusa, in provincia di Foggia.

Infatti i fortunati utenti per i quali è stato pensato il pullman galantuomo che aspetta davanti alla porta si chiamano immigrati in attesa di asilo presso il Centro di accoglienza di Borgo Mezzanone. Qualcuno ha pensato di riservare loro un autobus a parte, dedicato, che faccia il suo percorso: l’Ataf, Azienda trasporti automobilistici Foggia, che ha istituito la nuova linea dopo una serie di incontri in prefettura e di concerto col ministero dell’Interno.

Centro di accoglienza di Borgo Mezzanone - Fonte: http://vdscapriate.blogs.it

Se tutto andrà come stabilito, dal prossimo lunedì gli ospiti del centro di accoglienza usufruiranno della linea 24/1, quella creata apposta per loro, che li porterà fino al piazzale della stazione di Foggia. Gli abitanti del Borgo attenderanno invece l’arrivo dell’autobus (un altro, il 24) nel centro della frazione, appunto due chilometri più avanti rispetto al centro di accoglienza, per poi scendere non sul piazzale delle ferrovie di Foggia ch’è il capolinea dell’autobus degli immigrati, bensì in via Galliani, qualche centinaio di metri più in là.

Insomma le due linee 24 e 24/1 sono state progettate in modo che residenti ed immigrati possano accuratamente evitarsi. Sì, perché la decisione di separare le utenze non sembra esser legata, o almeno non soltanto, all’attenzione da parte delle istituzioni alle esigenze degli immigrati, alla necessità di offrire loro «un servizio migliore», creando una linea apposita, e indubbiamente più «comodo», facendo partire l’autobus dal Centro, come precisato dal sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, e ribadito poi da Paolo Di Nunzio, presidente della circoscrizione di Borgo Mezzanone. Non pare si tratti solamente di questo. La linea 24/1, più che il simbolo di un servizio aggiuntivo, sembra il segno della difficoltà d’interazione tra comunità che, indipendenti nella vita, sull’autobus per Foggia devono invece convivere.

Tra i sedili del pullman da cinquanta posti per la città, troppo stretti nei corridoi, italiani ed immigrati hanno infatti finito per litigare. «Ai capolinea abbiamo avuto problemi più volte, tanto da chiedere alla prefettura un presidio che vigilasse», riferisce il presidente dell’Ataf, Giuseppe Marasco. Inizialmente, s’è pensato di istituire una seconda linea, con punto di partenza uguale per residenti ed immigrati. Neppure questa soluzione dev’essersi rivelata efficace se si è poi deciso di differenziare completamente le due linee 24 e 24/1, prevedendo punti di partenza e d’arrivo diversi. In modo che le utenze potessero muoversi lungo percorsi indipendenti. D’altronde Ciliberti non nega che dietro all’iniziativa ci sono «motivi di sicurezza» e l’intenzione di «prevenire» gli «attriti tra la popolazione e gli immigrati».

Razzismo? Nuova apartheid? «Nessuna ragione di razzismo», sostiene Ciliberti. Si tratta soltanto di «sicurezza». «Nessuno impedisce agli immigrati di prendere l’altra linea», aggiunge il sindaco di Foggia. Certo, sarebbe consigliabile che gli immigrati s’imbarchino sul 24/1, ora che l’Ataf ha «dovuto creare un’altra linea e quindi raddoppiare i pullman, che costano in media, tra gasolio e manutenzione, 10mila euro al mese», come spiega Marasco. Sarebbe consigliabile, adesso che per loro un altro modo per raggiungere la città esiste, e non c’è più la necessità che affollino proprio il pullman degli italiani.

Tags: , , , , , , , , , ,

Condividi

Può interessarti leggere anche...

Leave a Reply