Cara tv, dimmi la verita’
Quanti di voi, disorientati dalla strana divergenza delle informazioni messe in circolo, si sono chiesti l’altro giorno davanti alla tv e ad una cotoletta: «Ma quest’avvocato è stato condannato o assolto?». C’è qualcosa che non torna, infatti. Da una parte c’è la Cassazione che, dopo la condanna a quattro anni e sei mesi dei giudici di Milano, prescrive il reato di corruzione in atti giudiziari per il legale inglese David Mills. Dall’altra c’è il telegiornale di Augusto Minzolini che invece dà Mills come assolto:
Solo il servizio che va in onda dopo il lancio della notizia chiarisce che si tratta di prescrizione e non di assoluzione. (Che sono decisioni ben diverse: Mills non pagherà per il reato – se non i 250mila euro per risarcimento danni d’immagine in favore della presidenza del consiglio – proprio in virtù della prescrizione che annulla la condanna precedente e non per assoluzione). Ma per la televisione vale come per i giornali: molti leggono solo i titoli, quando va bene. E leggendo solo i titoli del Tg1 ciò di cui si viene a conoscenza è che Mills è stato assolto. Quanti rimarranno convinti che le cose stiano così perché l’ha detto la televisione?
Ma sentiamo il Tg1 nell’epoca della direzione di Gianni Riotta che oggi guida il Sole24Ore. Era il febbraio 2009.
Nel frattempo Mills non è stato assolto. Semplicemente è trascorso abbastanza tempo perché il reato finisca prescritto. A confondere ulteriormente le acque c’è lo stesso Mills quando afferma: «Sono grato più di quanto le parole possano dire alla mia famiglia e agli amici che sapevano che ero innocente e che mi hanno sostenuto sempre, e al mio meraviglioso avvocato». E Berlusconi che, sostenendo che i giudici sono «talebani», afferma che di reati non ne sono stati commessi.


