La mafia italiana pericolosa? E’ che la disegnano così…
Friday, April 16th, 2010Il nostro premier Silvio Berlusconi sostiene che la mafia italiana è più famosa che pericolosa. Che essa, in parole povere, è figlia più dei media che della realtà. Il fatto m’inquieta – e molto – ma non mi sorprende.
Prendiamo Berlusconi. Lo si può contestare come premier, ma nessuno può negare sia un grande comunicatore. Come tale, egli conosce bene tecniche e dinamiche della comunicazione. Sa che ciò di cui parlano i media, la televisione in particolare, esiste; tutto il resto no. Ad esempio: se in questo momento un uomo ne ha ucciso un altro in Kenya e nessun organo d’informazione ne riporta la notizia, il fatto è accaduto ma in effetti per l’opinione pubblica non è mai esistito. Se si tiene conto di questo, non può stupire il fatto che il nostro premier addebiti ai media – alle fiction ed alla letteratura – la responsabilità di aver “creato” la mafia, di averne fatto – soltanto parlandone – un potere più forte di quel che è.

Secondo Berlusconi, «la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso è quella più conosciuta, perchè c’è stato un supporto promozionale che l’ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra programmate dalle tv di 160 paesi nel mondo e tutta la letteratura in proposito, Gomorra e il resto…». Dunque, se di mafia italiana si fa tanto parlare e scrivere con allarme e preoccupazione, è perché i media esagerano. Il fenomeno in realtà è più circoscritto di quanto le fiction ed i libri di Saviano vogliano farci credere.
Ma la mafia è esagerazione. È omicidi, sequestri, intimidazioni. Fosse anche un solo omicidio, un solo sequestro, un solo atto intimidatorio sarebbe già esagerato. E non c’è classifica delle mafie – cinese, russa, giapponese; primo, secondo, sesto posto – che regga. Lo si vada a dire ad una madre a cui è stato assassinato il figlio, ad un padre cui hanno sequestrato una figlia, ad un uomo onesto e minacciato che la mafia in Italia, in fondo, non fa poi così tanto male. È che la disegnano così.


