Le mie pulizie di primavera hanno compreso il setaccio attento delle carte che conservo da anni. Tra le pile di documenti, ho trovato anche il quaderno di storia della quinta liceo. La professoressa non mi amava: il fatto che tra i banchi sedessi nelle ultime file era per lei un dato negativo al quale non potevo rimediare neppure coi voti alti alle interrogazioni. Devo tuttavia a lei – che ce lo consegnò in fotocopia perché lo studiassimo – il testo che vi propongo.
Si tratta di un discorso che Giustino Fortunato, noto scrittore meridionalista come ci fece appuntare, tenne il 31 maggio 1900 rivolgendosi agli elettori del collegio di Melfi, in Basilicata. Fortunato sostenne che «è costume di noi italiani denigrare il Parlamento, chiamandolo responsabile di ogni nostro male, e di indulgere alla facile illusione che si debba ricorrere a estremi subitanei rimedi». È vero, disse, che il regime parlamentare «attraversa una crisi che lo ha screditato agli occhi del volgo», ma il rimedio non può consistere nel ritorno ad una monarchia autoritaria oppure al regime assoluto. «È debole, è malato il regime parlamentare?», domanda il meridionalista. «Ebbene curiamolo. Curiamolo, perché non possiamo abolirlo; perché, anche potendolo, dovremmo soffocare la pubblica opinione, sopprimere la stampa, il telegrafo, le ferrovie; perché, infine, anche riuscendo a disfarci di tutta quanta la storia da cento anni in qua, noi non avremmo che cosa sostituire ad esso».

Questo era Giustino Fortunato. La fotocopia ci porta qualche anno più avanti. È l’11 maggio 1915, vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia. Sul Popolo d’Italia c’è un articolo firmato da tale Benito Mussolini che dice: «Quanto a me, io sono sempre più fermamente convinto che per la salute d’Italia bisognerebbe fucilare, dico fucilare, nella schiena, qualche dozzina di deputati e mandare all’ergastolo un paio almeno di ex ministri. Non solo, ma io credo, con fede sempre più profonda, che il Parlamento in Italia sia il bubbone pestifero che avvelena il sangue della Nazione. Occorre estirparlo».
Magari il mio quaderno di storia farà un giorno la stessa fine ingloriosa che hanno fatto i regni degli acari fondati in cima ai miei armadi e spazzati via in un attimo da Pronto Freschezza Floreale Antipolvere Antistatico Pulizia più efficace su tutte le superfici. Ma il discorso di Fortunato e l’articolo di Mussolini rimangono qui. A futura memoria.