Cumpà, capisci a me
Nel bene o nel male, basta che se ne parli: non è così che si dice? E allora parliamone, anche perché di lui mi ero già occupata in questo post. Fausto Orsomarso, candidato per il Pdl, si presenta all’elettorato con una campagna anticonvenzionale costruita tutta intorno al cosentino doc, fiero abitante di una città che non chiama Cosenza ma Cosangeles. Un po’ per sfottò – ché il paragone con Los Angeles mai potrebbe reggere – un po’ per l’orgoglio di essere un cittadino nel senso letterale del termine, uno di quelli che stanno a Cosenza-Cosenza, non in provincia.
È proprio a lui che Orsomarso si rivolge. Del suo manifesto elettorale ho già parlato qui. Lo slogan? È in dialetto di Cosenza città: «Cinni vu bene ara Calabria?». Per il video promozionale, realizzato da Cinghios Group, vale lo stesso. Anche questo è tutto in vernacolo: dall’intro rap al doppiaggio di Braveheart, con un Mel Gibson che per una volta parla cosentino e fa campagna elettorale per Orsomarso e il candidato a presidente Giuseppe Scopelliti.
Il risultato naturalmente è esilarante, ma l’idea non è nuova. Cinghios Group ha già doppiato nel dialetto bruzio film come Tre uomini e una gamba ed Altrimenti ci arrabbiamo.
Personalmente, da provinciale – non me ne vogliano i cosentini – non apprezzo il dialetto di Cosenza. Né amo questo genere di campagna elettorale. Che colpisce, diverte senz’altro; tuttavia sceglie un profilo basso e non punta sui contenuti. Vuole semplicemente strappare una risata – non importa se sguaiata – e fare in modo che se ne parli, come faccio io in questo momento del resto. È chiaro che non è sull’eleganza che s’intende puntare.
Se poi si fa un giro su YouTube e si dà un’occhiata ai video elettorali degli altri candidati, c’è da domandarsi se sia meglio una campagna elettorale in dialetto oppure lo spot video del candidato Pino Gentile. Senza parole. Dopotutto lo dice lo spot: «La forza dei fatti». Cosa c’entra il resto?



March 15th, 2010 at 1:13 pm
Gli sloogan ndi questa tornata elettorale non dicono proprio nulla. Sono talmente puerili. Povera Calabria mia.