Un «giornale di frontiera, di opposizione, destinato giocoforza a essere, in quanto quotidiano della sera, un secondo giornale e perciò impegnato più di altri nell’approfondimento delle notizie, nella lettura controluce dei fatti, nella ricerca delle sfumature, nel dare voce ai protagonisti minori e non ufficiali». Così Alberto Spampinato definisce L’Ora di Palermo nel suo libro C’erano bei cani ma molti seri, dedicato al fratello Giovanni, «ucciso per aver scritto troppo». Appunto qui queste parole per avere sempre con me la descrizione esatta del giornalismo che mi piace.
Tags: alberto spampinato, c'erano bei cani ma molto seri, l'ora di palermo

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