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Il “Guardian”: «Sull’Italia l’ombra del fascismo»

Monday, March 30th, 2009

Si stende sull’Italia l’«ombra del fascismo». Lo scrive oggi il “Guardian” che, in un editoriale dal titolo «Italy: Fascism’s shadow», evidenzia come l’Italia, «diversamente dalla Germania del dopoguerra», non si sia «mai confrontata completamente con l’eredità del fascismo. Come risultato, mentre il neofascismo non è mai davvero riemerso in Germania, in Italia c’è stata una significativa continuità», che si è ora «rafforzata». «È questo – sostiene il “Guardian” all’indomani del congresso fondativo del Popolo della libertà – un giorno vergognoso per l’Italia».

«L’ultima mossa di Berlusconi – si legge a proposito dell’avvenuta unione tra Forza Italia e Alleanza nazionale – può lasciare un segno più durevole sulla vita pubblica italiana di ogni altra cosa il magnate populista abbia fatto», e ciò perché Forza Italia si è fusa proprio con Alleanza nazionale che, osserva il “Guardian”, «deriva direttamente dalla tradizione fascista di Benito Mussolini». Per il quotidiano inglese, dunque, il Bel Paese non ha mai rotto davvero col passato, con il quale si ravvisa una certa «continuità».

Pur riconoscendo che «An ha percorso una lunga strada in sessant’anni» e che «il suo leader, Gianfranco Fini, ha smesso i vecchi abiti politici ed ha condotto il suo partito in direzione del centro» ed oggi «parla di necessità di dialogo con l’Islam, denuncia l’antisemitismo, e patrocina un’Italia multietnica», il “Guardian” non manca di sottolineare come Berlusconi faccia «fatica» ad «accordarsi» con queste posizioni, viste «le sue campagne populiste anti-zingaro e anti-immigrato» e la «predisposizione» ad un «razzismo soft-core». «È davvero scioccante – osserva il quotidiano inglese – il pensiero che vi sia un capo di governo tra i venti leader mondiali nel summit economico di Londra di questa settimana che ha riedificato la sua base politica su fondamenta gettate dal fascismo».

E sulla figura del premier italiano, il “Guardian non fa sconti”. «L’obiettivo principale di Silvio Berlusconi come presidente del consiglio italiano è sempre sembrato sfacciatamente ovvio – si legge in apertura di articolo. Sin da quando egli ha cavalcato il vuoto politico creato nel 1993 dallo scandalo del governo contemporaneo da una parte e il crollo del comunismo italiano dall’altra, Berlusconi ha usato la sua carriera politica e il potere per proteggere se stesso e il suo impero mediatico».