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Saviano su Siani

Thursday, September 15th, 2011

“Giancarlo Siani fu ucciso a ventisei anni, in una serata ancora estiva di settembre, mentre tornava a casa pieno di vita con la sua Méhari da una giornata allegra. La sua giovane biografia, la foto di quel corpo smilzo e occhialuto piegato dai colpi di pistola mostrano quanto fragile fosse quel ragazzo le cui vere parole avevano fatto tremare i capi di potentissime organizzazioni. E’ proprio in nome della infinita forza della denuncia unita a una terribile fragilità della persona che bisognerà rintracciare le coordinate per far rinascere un nuovo giornalismo d’inchiesta diffuso ed efficace al punto da non costringere a un’eroica e solitaria battaglia i pochi e inascoltati inviati di provincia”.

da Roberto Saviano, La bellezza e l’inferno

Il dovere di farsi capire

Wednesday, March 3rd, 2010

Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo, gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. È un maleducato, se parla in privato e da privato. È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo. Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire.

Tullio De Mauro

Troppo spesso noi giornalisti dimentichiamo che il nostro compito non è quello di fare monologhi. Dimentichiamo che non è per parlarci addosso che dobbiamo scrivere, bensì per parlare agli altri. Facciamo del nostro mestiere un esercizio retorico, una prova di stile. Dimentichiamo che raccontare è inutile se lo facciamo soltanto per noi stessi. Che il nostro dovere è innanzitutto quello di farci capire dal lettore. Dimentichiamo che se l’indomani spenderà cinque minuti del suo tempo per leggere anche ciò che abbiamo scritto noi, non possiamo certo permetterci di tradirlo propinandogli un testo incomprensibile perché pieno zeppo di termini poco conosciuti, di tecnicismi, d’espressioni auliche sconosciute ai più.

Per fortuna c’è Tullio De Mauro a ricordarcelo.

Appunto volante

Thursday, February 25th, 2010

“…Ma scrivere sempre, consumare il proprio pensiero, la propria anima in piccolezze, cambiar d’opinione, fare commercio della propria mente e della propria fantasia, forzare la propria natura, agitarsi, ribollire, ardere, non conoscere tregua e muoversi di qui e di là… E scrivere sempre, scrivere sempre, come una ruota, come una macchina: scrivi domani, dopodomani; arriva la festa, viene l’estate , e lui scrive sempre. E quando fermarsi e riposare? Disgraziato!” – I. Goncarov, Oblomov

[spudoratamente copiato da qui]