Su Facebook il gruppo che vuole la mafia fuori dal famoso social network conta in questo momento 179mila iscritti. «Questi gruppi vanno chiusi. La mafia va isolata nella realtà e in tutte le sue espressioni, compresa Facebook» è l’idea alla quale hanno aderito tutti coloro che si sono iscritti al gruppo da quando è stato fondato.
A partire da quel momento, diversi esponenti politici hanno manifestato il loro apprezzamento. Da Walter Veltroni, che allora ricopriva ancora la carica di segretario del Partito democratico, a Gianpiero D’Alia dell’Udc, membro della Commissione parlamentare antimafia, fino alla senatrice del Popolo della libertà Simona Vicari, eletta nella circoscrizione siciliana. Lo spazio che raccoglie le notizie recenti elenca gli obiettivi raggiunti: chiusi i gruppi dedicati a Matteo Messina Denaro, Cutolo, Riina, Provenzano, Brusca e “Sandokan”. Un trionfo.
Ma fatto ciò, la mafia, oggi, è davvero fuori da Facebook? Questa mattina, fatto login, ho aperto la mia Home e, curiosando tra le attività recenti dei miei contatti, ho trovato che uno di loro aveva risposto alle domande di un quiz. Su Facebook questo genere di passatempo spopola, e spesso mi sono divertita anch’io nello scoprire che numero sono o chi ero in passato o quale libro mi rappresenta. Tuttavia il quiz al quale ha risposto il mio contatto, un giovane compaesano, è del tutto particolare. Si chiama così: «Sei “il Capo dei Capi”?». Sottotitolo: «Dai la prova a te stesso e a tutti che sei tu “il Capo dei Capi”». Ah beh, c’era bisogno di un quiz così.

Scorriamo le domande, poste tra l’altro in un italiano discutibile.
Domanda numero 1: «Ti propongono di ammazzare il tuo capo, così tu possa prendere il suo posto, che fai?». Puoi scegliere di risparmiargli la vita perché «di sicuro è una trappola», oppure di non ammazzarlo e andare a dirlo «a tutti», oppure puoi decidere di ammazzarlo perché vuoi essere tu il capo o perché «è logico, tanto sono culo e cucchiara con i carabinieri».
Domanda numero 2: «Hai ammazzato un capo rivale che la commissione non voleva accadesse, che fai?». Scegli di allearti «col capo più forte» così che possa proteggerti oppure chiedi al tuo capo «cosa fare visto che usi il cervello»? Rendendoti conto che hai «sbagliato» sparisci per sempre oppure ti nascondi semplicemente e aspetti «che si calmino le acque»?
La domanda numero 3 testa la tua conoscenza delle armi. «Devi ammazzare una persona e devi essere sicuro che con questa arma ci riesci, quale usi?». Hai quattro possibilità: «Luger P 08, Ivory P 38, Beretta mod. 1934, Magnum cal. 380». Se sbagli arma, finisce che quello sopravvive. Quindi scegli bene.
La quarta è la domanda clou. Devi scegliere il personaggio al quale ispirarti, colui che, secondo te, più di ogni altro è andato vicino all’obiettivo di somigliare al «Capo dei Capi». «Chi pensi che tra questi capi è stato come SALVATORE RIINA (scritto maiuscolo, dovesse passare inosservato…)?». Chi, dunque? Salvatore Lo Piccolo o Francesco Madonia; Giuseppe Genco Russo o Vito Casciano.?
Ma se sei un vero mafioso, te lo dice l’ultima domanda. «La cosa più importante per un vero mafioso cos’è?». È il lavoro, l’onore, la famiglia o «tradire su tradire»?
Il mio contatto ha ottenuto questo risultato: «Sei tu il “Capo dei Capi”». Io il quiz non sono riuscita a farlo e, in effetti, non mi sono neppure sforzata.