Assegnato il premio “Guglielmo Zucconi” al gruppo Goel, per “il forte impegno espresso in Calabria”
Tuesday, December 14th, 2010Il suo nome somiglia a quello di un gigante buono dei cartoni animati, di quelli che salvano le principesse dagl’incantesimi o gli eroi dai malvagi e, a pensarci bene, gigante e buono sono due aggettivi che ben lo definiscono. Stiamo parlando di Goel, gruppo d’imprese della Locride e della Piana di Gioia Tauro, che ha (appunto) la gigantesca ambizione di fare della Calabria una terra migliore, libera e riscattata. Sembra impossibile? Eppure non lo è: molto lavoro in questa direzione è già stato fatto e con risultati stupefacenti.
Se ne sono accorti anche i giurati del Premio internazionale “Guglielmo Zucconi”, istituito dal Comune di Modena come riconoscimento per chi opera in Italia e nel mondo a favore delle nuove generazioni, intitolato al giornalista e scrittore che, nel corso della sua vita, ha dimostrato una costante attenzione per i giovani. Il premio, giunto alla quinta edizione, è stato assegnato per il 2010 proprio al Gruppo Goel quale “solida realtà del terzo settore – è la motivazione del riconoscimento – che si distingue per il forte impegno con il quale si dedica al percorso di sviluppo sociale ed economico della Locride e della Calabria ed alla battaglia per la libertà e la democrazia in Calabria e nel resto d’Italia”. A ritirarlo a Modena è stato il presidente Vincenzo Linarello, alla presenza del sindaco Giorgio Pighi, del procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri e del giornalista Vittorio Zucconi, figlio di Guglielmo cui è intestato il premio.
Per capire il perché del riconoscimento bisogna pesare il bagaglio d’iniziative che Goel ha promosso dalla sua nascita, nel 2003, ad oggi: servizi sociali, turismo responsabile, artigianato, accoglienza e recupero dei minori a rischio, commercio equo e solidale sono alcuni dei settori nei quali il Gruppo opera attraverso le imprese associate. Non è soltanto un esempio di fattività ma uno strumento di lotta contro il malaffare, come dimostra l’ultima creatura: si chiama “Goel Bio” ed è una nuova azienda del Gruppo che commercializza arance, clementine ed oli biologici provenienti dalla Locride e dalla Piana di Gioia Tauro.
La portata dell’operazione si può ben comprendere se collocata nel contesto in cui nasce: siamo nella terra dei “fatti di Rosarno”, che un anno addietro portarono alla ribalta della cronaca il lavoro nero tra gl’immigrati di colore, in particolare nel comparto agricolo. Ebbene: l’agroalimentare biologico di Goel è la risposta diretta ai fatti di Rosarno e ad un mercato locale che complica il lavoro degli agricoltori onesti. «I prezzi sono da fame», denuncia il Gruppo. «Spesso non consentono di coprire nemmeno le spese vive né il costo sindacale del lavoro: si arriva a pagare le arance 10 centesimi al chilo. È un mercato spesso condizionato dalla prepotenza della ‘ndrangheta che, come al solito, vive da parassita sulle fatiche e sui sacrifici dei Calabresi. Goel allora sceglie di stare al fianco degli agricoltori onesti, spesso vessati dalla ‘ndrangheta con uno “stalking” prepotente e spietato che mira a sottometterli e condizionarli, se non addirittura ad espropriarli». Goel Bio offre i prodotti provenienti dai terreni di coloro che resistono alle pressioni mafiose, difendendo la dignità del proprio lavoro e, con essa, quella del territorio. L’obiettivo è dunque, ancora una volta, affermare la legalità contro lo strapotere della malavita, per raggiungere l’auspicato cambiamento in terra calabra.
Si diceva, pronunciando la parola Goel, di giganti buoni e di gigantesche aspirazioni. La suggestione del suono non mente: il nome che a suo tempo venne scelto per il Gruppo ha radici bibliche e significa “il liberatore”, colui che paga il prezzo del riscatto di chi è schiavo per renderlo un cittadino libero. E allora tanti auguri, Calabria.
Pubblicato da “l’Altro quotidiano.it”
14 dicembre 2010
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