Posts Tagged ‘pubblicità’

Internet saprebbe cosa farne

Sunday, February 6th, 2011

Sono sicura che anche voi, come me, guardate stupiti lo spot di Eni da quando protagoniste ne sono due mani magiche che disegnano forme sulla sabbia. E’ un gesto semplice – un po’ la trasposizione sulla materia delle ombre cinesi – ma che riesce ad incantarmi sempre, ogni volta che parte la pubblicità.

A chi appartengano le due mani credo sia ormai noto a tutti per quanto se ne parla soprattutto in Rete: si tratta dell’israeliana Ilana Yahav. La sua scheda su enizyme.com – il sito che raccoglie i profili dei giovani artisti che hanno prestato la propria opera per Eni – traccia il suo percorso professionale. C’è un passaggio preciso della sua carriera ad essere interessante:

Successivamente, si appassiona alla Sand Art perché la materia con la quale crea, la riporta in contatto con la natura e la sabbia, attraverso le sue mani prende vita e delinea scenari e mondi immaginari. Da quando il suo primo filmato su internet ha ricevuto un riscontro eccezionale, ha deciso di fare di questa arte la sua occupazione principale e per questo attualmente viaggia continuamente per le sue performances.

E’ grazie ad un filmato su Internet quindi che oggi anche noi conosciamo Ilana Yahav, anche soltanto come quella che fa i disegni con le mani in televisione. Senza il video probabilmente non ne avremmo saputo mai nulla, tantomeno possiamo considerare possibile che avremmo visto i programmi con le marionette per la tv israeliana che l’artista ha realizzato prima di postare il filmato in Rete. Senza Internet, con ogni probabilità, il suo talento ci sarebbe rimasto ignoto.

Un video, una foto, il manoscritto di un libro o l’espressione di un’arte nuova come la Sandart (l’arte della sabbia) di Ilana Yahav magari ce l’abbiamo anche noi, nascosti da qualche parte. Internet saprebbe cosa farne.

Il marketing che disturba a domicilio

Tuesday, September 14th, 2010

“Cerchi lavoro? A Cosenza, per apertura nuova azienda, società cerca ambosessi per varie mansioni. Si richiede disponibilità immediata. Per colloquio telefonare al numero **********.”

Me l’ha detto al telefono un’affascinante voce (registrata) di uomo pronto a salvare me e le nuove generazioni da un incerto futuro da disoccupati che la pensione se la sognano.

Certo, avrei preferito sapere di più sul conto del milite ignoto, per esempio l’identità misteriosa della “società” che pubblicizza e quali sarebbero le “varie mansioni” richieste. Vabbè: vuole fare il bello e tenebroso. Ma se in avvenire non mi disturbasse a domicilio, distogliendomi dalle mie innumerevoli occupazioni e propinandomi a mia insaputa la pubblicità, farebbe cosa buona e giusta.

Un esempio di marketing geniale di provincia

Sunday, September 12th, 2010

Se il mio neoacquisto telefonico me lo consentisse, vi mostrerei un esempio di marketing geniale della sperduta provincia calabra nella quale trascorro il tempo della mia vita. Ma purtroppo questo cellulare molto touch screen ma poco avvezzo a socializzare non ne vuole sapere di scambiare una parola con il computer. Oppure potrei dire che il computer si rifiuta con tutte le sue forze di buttare un occhio sui file multumediali contenuti nel mio cellulare. In buona sostanza: non c’è modo di trasferire una foto da un aggeggio all’altro. Per questa ragione sono costretta a spiegarvi a parole ciò in cui mi sono imbattuta ieri pomeriggio.

Imbattuta è il termine adatto (scelgo i termini con estrema cura). Calcavo indisturbata l’ampio corridoio di un supermercato quando, tra il banco dei prodotti-che-si-consiglia-di-tenere-in-frigo e gli scaffali dei tarallucci e delle fette biscottate, sul mio cammino ho incontrato un’offerta. Direte: embé? Non c’è supermercato al mondo senza offerta. E invece no. L’offerta in questione se ne stava acquattata in mezzo al corridoio, annidata in un carrello. Dove sta la genialità della trovata? Beh, almeno in tre fulgidi aspetti.

Uno. Se in un percorso obbligato, improvvisamente si sovrappone un ostacolo tra noi e il banco dei salumi dieci metri più avanti, è chiaro ch’è umanamente impossibile ignorarne la presenza. Vien da sé che dovremo inevitabilmente considerarne la natura per dedurre il tipo di comportamento da adottare allo scopo di non finire rovinosamente a terra causa inciampo. E se dovremo inevitabilmente considerarne la natura, saremo anche costretti a comprendere di cosa si tratta.

Due. Comprendere di cosa si tratta porta a prendere coscienza dell’offerta del supermercato, che probabilmente sarebbe sfuggita alla nostra umana e perciò limitata percezione se fosse stata posizionata, come solitamente avviene, in un anonimo e magari nascosto scaffale.

Tre. L’entità carrello, trovandoci noi in un supermercato, attira indubbiamente la nostra attenzione, considerata la nostra sana abitudine d’evitare lo scontro con i mezzi di trasporto della spesa altrui e data l’innata curiosità umana che ci spinge a sbirciare nel carrello del vicino allo scopo di sapere secondo quali modalità si nutre (dimmi-cosa-mangi-e-ti-dirò-chi-sei) e quali irripetibili promozioni ha colto a nostra insaputa. Per questo motivo butteremo certo un occhio sui prodotti affollati nella gabbia di metallo mobile e quindi sulla straordinaria offerta del nostro supermercato.

Sono fiera di certe menti da marketing compaesane.

Basilicata, marketing coast to coast

Monday, April 12th, 2010

Sabato sera al cinema ho visto Basilicata coast to coast. I film italiani mi piacciono spesso molto poco, ma questo di Rocco Papaleo rappresenta l’eccezione alla regola. È divertente, leggero. Non succede nulla di particolare – i colpi di scena sono rari e indolore – ma scivola fluido, interrotto soltanto dalle grasse risate della platea alle quali ho dato anch’io il mio sonoro contributo. Non voglio addentrarmi comunque in considerazioni da critica cinematografica: profanerei la materia. Però quando sono uscita dalla sala ho pensato: in fondo cosa c’è di diverso tra il film di Papaleo ed un corto pubblicitario come questo?

Lacta “Love in Action” – English subtitles from LactaFilms on Vimeo.

Avevo visto il corto qualche giorno prima del film, un po’ per marketing e un po’ per romanticismo. Love in action infatti è una storia d’amore condensata in 27 minuti, durante i quali ogni tanto compare la tavoletta di cioccolata che si vuole pubblicizzare, Lacta. Lacta ha del resto un ruolo fondamentale nella storia. Kraft Foods e OgilvyOne Athens si sono inventati questo “branded-entertainment film”, per promuovere la tavoletta in Grecia. Si tratta essenzialmente di servirsi del divertimento e del tema dell’amore – molle che spingono a restare con gli occhi incollati al monitor per mezz’oretta – allo scopo di veicolare un messaggio pubblicitario.

Ora, Basilicata coast to coast fa lo stesso. Anche qui, durante tutto il film – che non a caso è strutturato come un itinerario lungo la regione – l’offerta lucana compare ogni tanto: una volta è un bel posto da visitare, un’altra è un paese abbandonato col suo carico di fascino, un’altra volta ancora è un vino locale. Nell’insieme il film è una pubblicità. Una promozione della regione, tutta intera. Coast to coast.

Skoda e la pubblicità-litote

Wednesday, February 24th, 2010

«Ma così non la compra nessuno!», replica mio nipote al mio sguardo estasiato dalla nuova pubblicità della Skoda. Non gli piace che la casa automobilistica elenchi in uno spot tutti i motivi per cui non acquistare una loro macchina, per poi tentare di vanificare ogni obiezione possibile con l’headline “Le scuse sono finite”.

Io invece la trovo geniale, questa pubblicità-litote. Questo dire positivo negando il suo contrario.

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Copywriting – Demo per Universithours

Wednesday, April 22nd, 2009

Demo per Universithours - Naming, Art&Copy: Maria Francesca Calvano

Demo per Universithours
Naming, Art&Copy: Maria Francesca Calvano

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Copywriting – Demo per Fairy Cosmetics

Saturday, April 18th, 2009

Demo per Fairy Cosmetics - Naming, Art&Copy: Maria Francesca Calvano

Demo per Fairy Cosmetics
Naming, Art&Copy: Maria Francesca Calvano

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