Google Reader Play, un tuffo nel meglio del web
Si chiama Google Reader Play ed è la nuova creatura del colosso americano messa a punto per leggere i feed in modo alternativo rispetto ai lettori tradizionali. Niente lunghi elenchi di testi – vivacizzati all’occorrenza dalle immagini – ai quali ci ha abituati il Reader classico, bensì un layout tutto grafico che fa di Reader Play una vera e propria galleria di immagini e video che si rinnova continuamente. Basta restare connessi per non perdersi nulla.
I contenuti scorrono alternando fotografie e filmati divertenti o interessanti, da visualizzare con calma – se si vuole – collegandosi direttamente alla fonte. Gli elementi grafici non tolgono spazio alle parole: nella nuova versione del reader di Google ci sono anche quelle. I testi sono ben evidenza in chiaro sullo sfondo nero, ed anche in questo caso basta cliccare sulla fonte del contenuto per leggere il post nel contesto originale.
Google Reader Play insomma è un viaggio. Ci si può lasciare trasportare attraverso lo scorrimento automatico dei contenuti, oppure selezionare di volta in volta quello che ci attrae di più scegliendo tra le diverse miniature collocate nella fascia in basso, che comunque è possibile nascondere se si vuole ottenere un effetto a tutto schermo.
Che si opti per lo scorrimento automatico o meno, si tratta comunque di un approccio “totalizzante”, diciamo così: Google Reader Play occupa gran parte della finestra del browser, immergendoci completamente tra i contenuti proposti. Si badi bene: tali contenuti non sono ripresi dai nostri feed in Google Reader, ma scelti da Google tra il meglio del web. Ottimo per chi è in cerca d’ispirazione ma inutile per coloro che tengono a visualizzare soltanto ciò che hanno scelto in precedenza. Per quest’ultimi: un trucco per leggere i propri feed col Reader Play c’è: collegarsi a questo link.
I patiti dello sharing resteranno delusi. L’interazione rispetto ai contenuti infatti è limitata: è consentito attribuire le stelle, cliccare su “mi piace” o condividere nel Reader tradizionale, ma non su Facebook o Twitter per esempio. Chissà che Google non decida di potenziare quest’aspetto nei prossimi giorni. Sarebbe cosa buona e giusta.



