Scrivi un nuovo Post
Se lo cercherete qui, troverete soltanto una schermata celeste e ghirigori che ricordano tanto la testata del “New York Times”. Ed una data: quella del debutto. Si tratta del “Post”, un nuovo giornale on line. Vivrà su Internet dov’è nato: la redazione è composta da cinque persone, selezionate tra le 350 che hanno risposto ad un annuncio su Wittgenstein.it, il blog di Luca Sofri che del “Post” sarà il direttore.
Il nuovo giornale si avvale di collaborazioni importanti: da Flavia Perina, direttrice del Secolo d’Italia, a Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, al noto giornalista del “Giornale” Filippo Facci, giusto per dirne qualcuno. «Contributi diversi ma accomunati da un unico auspicio: migliorare la qualità dell’informazione in Italia», promette Sofri. L’idea è quella di non produrre notizie ma di selezionarle e raccontarle puntando tutto sulla qualità, proprio come fa il modello al quale il “Post” s’ispira: nientepopodimenoche il blog statunitense “Huffington Post”, uno dei siti più influenti del mondo, che più che creare notizie le aggrega, appunto. Non ci sono editori ma soltanto finanziatori. In pratica il “Post” si reggerà soprattutto sulla pubblicità e sul successo già ottenuto dal blog del direttore, con le sue 10mila visite uniche giornaliere. Sarà on line il 20 aprile.
Mentre trepidante conto alla rovescia, non so voi ma io – con molto ottimismo- divento fan della pagina su Facebook.



June 22nd, 2010 at 9:45 am
Carissima Maria Francesca, questa mattina (22/06/2010) i botti che annunziano l’inizio della tre giorni di festa in onore del nostro Santo Patrono Giovanni il Battista, mi avevano messo di buon’umore, poi sono andato in edicola, ho comprato un quotidiano ed ho letto un articolo che commentava una “serrata” di qualche commerciante sanlucidano contro la decisione dell’amministrazione comunale che, nel rinnovare la piazzetta panoramica (ora meglio chiamarla PIAZZA), ha anche stabilito l’interdizione al traffico di attraversarla. Ed allora un poco di broncio mi è calato. Posso comprendere il timore di coloro che hanno protestato, ma non lo condivido nella maniera più assoluta. Si parla tanto di rilancio del turismo della nostra San Lucido e poi si ostacolano tutte le iniziative che provano a renderla palpabile. Si! è un grande e tangibile segno di cultura del turismo quello di chiudere al traffico rumoroso e inquinante, al posteggiatore scostumato e arrogante, al devastante e insopportabile scorazzare di scooter e motocicli, una delle zone più belle di San Lucido. E’ un passo nella direzione che dirà al turista, al visitatore mordi e fuggi e, soprattutto ad ognuno dei nostri cittadini, che bello sarà farci una passeggiata senza l’interferenza di quello che ho sopra citato, farci giocare i figli in ogni occasione di festa; penso al carnevale, alla festa della donna, della mamma, del papà,al Natale a Pasqua e a tutto quello che si vorrà fare di bello e positivo in quel luogo restituito alla fruizione dell’uomo e non delle macchine. Ce ne vorrebbe altro di coraggio, come chiudere definitivamente Corso Umberto I° e piazza Monumento al traffico veicolare che trasforma quest’ultima in un cimitero di autovetture per quasi tutto l’anno, così da dare una continuità ed un senso all’isola pedonale permanente a San Lucido. Così come hanno fatto molto prima di noi Rende, Cosenza, Castrovillari, Diamante, Fiumefreddo, e tanti altri centri vicini a noi, e non ultima Paola con la splendida idea di eliminare il traffico in una via che sembrava impossibile da chiudere, Via Valitutti. Penso allora che un poco di fiducia la si debba avere, se non in questa amministrazione, nella iniziativa di promozione che la chiusra della Piazza Panoramica significherà: più gente che ci andrà a stazionarci e a visitare le attività commerciali che ci sono e che, mi lo auguro riapriranno i battenti a tamburo battente. Certo una spinta l’amministrazione potrebbe darla riuscendo a portare interesse in quella zona con l’apertura di qualche importante ufficio (una banca?, l’ufficio Postale?), per fare questo dovrà recuperare spazi pubblici e qualche palazzo di notabili decaduti di cui, purtroppo, San Lucido è zeppa.
Buona fortuna San Lucido. Con affetto, Vincenzo